Parasite, il film sudcoreano che ha stravinto agli Oscar

Parasite ottiene una vittoria indiscussa aggiudicandosi quattro premi Oscar: come miglior film, miglior film internazionale, miglior sceneggiatura e miglior regia. Un record senza precedenti con cui il film sudcoreano di Bong Joon-ho sbaraglia la concorrenza e fa la storia. Si tratta infatti della prima pellicola non in lingua inglese a vincere nella più importante categoria dell’Academy (miglior film).

Catalogata come commedia nera, Parasite racconta di due famiglie agli antipodi, una estremamente abbiente e l’altra indigente. E’ una storia sul “bisogno” di arrampicamento sociale, sulla stereotipata decadenza borghese, sulla più antica e irriducibile forma di lotta: quella di classe.

Il film è ambientato all’interno di un unico, immenso e sproporzionato ambiente, la lussuosa casa dei Park.  I miserabili protagonisti di questa black comedy- i Kim- elaborano un piano ai danni della famiglia borghese per uscire dallo stato di povertà a cui sono costretti. Mentre i ricchi si muovono in spazi grandi e luminosi, loro vivono in un seminterrato infestato da scarafaggi e, come gli insetti con cui convivono, cercano un modo per sopravvivere e sfuggire dal sottosuolo.

Basato su finzione, inganno e cortese ingenuità, Parasite è la storia di un mondo fatto di opposti. Da un lato il sovrabbondante benessere di una nicchia, dall’altro
l’eccedente miseria di un insieme. Due mondi speculari a confine, il sopra e il sotto, il florido e il parassita che subiscono i danni collaterali del rovesciamento.

La famiglia Kim si infiltra con astuzia nella quotidianità dei Park, resi buoni e sprovveduti dal lusso dei soldi. Entrano così in contatto i due mondi, le due classi. E alla fine, inevitabilmente, si scontrano.

Senza moralismi, ideologie o favoreggiamenti, il film mostra la vera lotta di classe, brutale e disillusa. Non ci sono paladini, non c’è compiacimento né benevolenza, Parasite parla delle diseguaglianze del mondo e degli stinti da cui esso è dominato con sconcertante pragmatismo. Non è una storia fatta da buoni e cattivi. Ma c’è la contesa. Il bisogno di una specie di dominarne un’altra impunemente.

Attraverso un piano elaborato la famiglia Kim cerca il modo di sopraffare i Park, di rovesciare lo status delle cose. Ma la vita “funziona se non hai piani” – come afferma lo stesso padre della famiglia Kim – perché solo così puoi non fallire.

Parasite, non fallisce, stravince agli Oscar con una storia senza barriere, che mostra il prezzo che tutti sono costretti a pagare per il proprio diritto alla sopravvivenza.