Sotto torchio il regno di Nino Pulvirenti: si complica la cessione del Catania Calcio

La Procura segue la pista dell’autoriciclaggio e della bancarotta fraudolenta della Meridi Srl, società del gruppo Finaria, la cui capogruppo, Finaria Spa, ha come azionista di maggioranza Antonino Pulvirenti. Gli indagati, a vario titolo, sono Antonino Pulvirenti, Santi Maria Pulvirenti, Carmelo Sapienza, Santo Barbagallo, Angelo Agatino Vitaliti, Valentina Ventimiglia, Massimo Cartalemi. Debiti con l’Erario e con l’Inps. L’esposizione di insolvenza (Meridi) è di circa 90 milioni. I finanzieri lo ricordiamo hanno perquisito e prelevato documenti alla Meridi Srl di Belpasso, a Torre del Grifo Village a Mascalucia (sono andati via poco dopo le 13,30) nela sede di Finaria Spa, al Calcio Catania Spa e Catania Servizi Srl, all’hotel La Fenice a Belpasso (di proprietà di Meridi e affidato in gestione a una società commerciale riconducibile alla “galassia Pulvirenti). E ancora, perquisizione all’istituto di vigilanza ANCR Srl di Belpasso, “attuale custode del denaro contante ritirato presso i punti vendita “Fortè” e “Sicurtransport s.p.a.”, sempre a Belpasso, in realtà al precedente gestore del servizio di raccolta del denaro contante dei citati supermercati, e, infine, le fimame gialle sono state all’interno dell’Azienda agricola Biorossa, azienda appartenente alla compagine familiare di Pulvirenti.
Perquisite anche le sedi di uno studio commercialista a Messina e di uno studio legale internazionale a Roma, Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli e Partners” (assolutamente estranei all’indagine), “in quanto depositari – scrive la Procura – di documentazione afferente operazioni finanziarie (tra le quali l’emissione di un Bond e, in generale, attività di ristrutturazione del debito) effettuate dalla Finaria”. Secondo un’indiscrezione  sarebbe stato trovato un bond da 30 milioni di euro depositato in Lussemburgo. A questo punto appare più complessa l’operazione della possibile cessione del Catania; i tifosi speravano in una veloce soluzione della trattativa con la cordata catanese (capeggiata da Pagliara e Pellegrino), ma dopo l’avvio di questa nuova inchiesta (piuttosto articolata), sembra scontato affermarlo, tutto sarà “maledettamente” più complicato se non addirittura insormontabile (assai difficoltoso vendere una società sotto i riflettori di un’inchiesta così importante della Procura…). Tutto questo nonostante i passi avanti – nel massimo riserbo – della trattativa stessa. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, ma in questa fase prevale un logico pessimismo.