Decreto “Cura Italia”: 3,5 miliardi per la Sanità, stop ai licenziamenti e 85 milioni per le scuole

Con il decreto Cura Italia il governo mette in campo fin da subito 25 miliardi per sanità, famiglie e imprese ed attiva flussi per 350 miliardi di euro. Una manovra poderosa, com’è stata definita dal premier Conte, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus che sta attraversando tutto il Paese.
Per quanto riguarda la Sanità, il governo stanzia 3,5 miliardi di euro da distribuire tra il Sistema sanitario nazionale e la Protezione civile. Quest’ultima potrà erogare infatti dei finanziamenti alle imprese produttrici di dispositivi medici e di protezione individuale come guanti e mascherine. Saranno anche arruolati eccezionalmente medici e infermieri militari, potenziate le reti di assistenza territoriale e agevolate le condizioni di lavoro della dirigenza medica e del personale sanitario.
Sul fronte Fisco, vengono prorogati i termini per accertare casi di evasione fiscale a partire dal periodo d’imposta 2015. Stop anche alle ritenute d’acconto del mese di marzo per società e professionisti che hanno ricavi fino a 400.000 euro. Sospesi anche i pagamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria per le filiere più colpite dall’emergenza sanitaria. Sospensione, questa, che durerà fino al 31 maggio.
In ambito scolastico, il governo stanzia 85 milioni per il sostegno alla didattica a distanza. Il decreto legge stanzia poi altri 43,5 milioni per la pulizia straordinaria delle scuole al momento del rientro. Abolito, inoltre, l’esame di Stato per esercitare la professione di medico-chirurgo. Sarà sufficiente la laurea magistrale in medicina.
Sul fronte lavorativo viene estesa a tutti i lavoratori dipendenti la Cassa integrazione in deroga. I licenziamenti, inoltre, sono sospesi per due mesi. Vengono infatti bloccate le procedure sull’individuazione dei lavoratori da mettere in mobilità e sui licenziamenti collettivi. Sul fronte autonomi, questi, se titolari di partita Iva, potranno beneficiare di un’indennità di 600 euro per il mese di marzo. Ciò vale anche per co.co.co., commercianti, artigiani, operai agricoli, stagionali del turismo e lavoratori dello spettacolo.
Poi c’è il capitolo famiglie. Sono sospese le rate del mutuo sulla prima casa per chi non riceve lo stipendio in questi giorni. Inoltre, i genitori con figli a casa potranno fruire di un congedo parentale straordinario di 15 giorni per il quale è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione. In alternativa, chi assume babysitter potrà beneficiare di un voucher da 600 euro. Somma che aumenta per il personale infermieristico.