Coronavirus, nuova autocertificazione e pene più severe per i trasgressori

In Italia continuano ad aumentare i contagi di giorno in giorno mentre sono sempre di più le persone che non rispettano le disposizioni varate dal governo in merito a un contenimento della diffusione del virus Covid-19. C’è chi porta a spasso il cane, chi va a fare una passeggiata, chi continua a condurre una vita normale non rispettando le restrizioni: il decreto su questo è chiaro, non è vietato uscire per una passeggiata con il cane o per andare a correre, purché lo spostamento avvenga “nella propria zona e per un tempo limitato”. In merito a ciò, il governo ha deciso di iniziare dei controlli più attenti e più frequenti, pubblicando un nuovo modello di autodichiarazione. Il nuovo modulo, disponibile online, dovrà essere utilizzato in caso di spostamenti e contiene una nuova voce dove l’interessato dovrà dichiarare di non essere sottoposto a misure di quarantena e non essere risultato positivo al Coronavirus nel caso in cui è stato sottoposto al tampone. Chi viola i divieti commette un reato penale e rischia fino a 12 anni per concorso colposo in epidemia. L’interessato inoltre dovrà dichiarare di essere a conoscenza dei decreti dell’8 e del 9 marzo 2020 e delle sanzioni previste nel caso di inottemperanza delle misure di contenimento. Per chi non rispetta il decreto scatta la denuncia per violazione dell’articolo 650 del codice penale con una pena che va da 206 euro di multa a 3 mesi di reclusione. Le denunce però in questi giorni continuano ad aumentare: il Viminale fa sapere che nella giornata di martedì sono state controllate 172.720 persone e sono state 7.890 quelle denunciate. Dall’entrata in vigore del decreto sono state denunciate 35.506 persone per violazione dell’articolo 650 C. mentre per 722 è scattata la denuncia per concorso colposo in epidemia su un totale di 838.200 controlli.

In tanti però chiedono misure più severe o l’intervento dell’esercito per maggiori controlli e per non vanificare il sacrificio di una buona parte degli italiani che tengono fede alle disposizioni governative, mentre il Lombardia scatta il check sulle celle telefoniche per controllare gli spostamenti.

Non sono da escludere dunque delle restrizioni più severe nei prossimi giorni da parte del Presidente del consiglio Giuseppe Conte che si è detto disponibile a nuovi provvedimenti più duri se ciò si renderà necessario.