Coronavirus, scuole chiuse e lezioni web. Decreto Cura Italia: stanziati 85 mln per la didattica a distanza

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Dal 5 marzo scuole e università sono chiuse in tutta Italia, ma la cultura non si ferma, non può fermarsi. I docenti continuano a compiere il loro dovere con la didattica a distanza, nello specifico con l’uso degli strumenti digitali, e guidano il successo formativo degli studenti. Ai tempi del coronavirus dunque le attività formative non si arrestano, e fino alla ripresa delle lezioni sarà possibile limitare al massimo le aperture degli edifici. La presenza del personale ATA (Ausiliario, tecnico, amministrativo), sarà prevista solo nei casi di stretta necessità, che saranno individuati dai dirigenti scolastici stessi. All’articolo 120 del decreto Cura Italia sono elencate le misure per favorire la didattica a distanza. Il provvedimento incrementa il fondo apposito a 85 milioni di euro. Di questi, “10 milioni di euro nel 2020” sono destinati “a consentire alle istituzioni scolastiche statali di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, nel rispetto dei criteri di accessibilità per le persone con disabilità”. “70 milioni di euro nel 2020” sono invece destinati “a mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme”, “nonché per la necessaria connettività di rete”. 5 milioni di euro nel 2020 serviranno “a formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza”. Nel testo finale del decreto Cura Italia è prevista anche “l’assunzione di 1000 nuovi assistenti tecnici che, in questa fase di emergenza, potranno dare sostegno alle attività di didattica a distanza per le scuole.
Intanto al ministero dell’Istruzione si stanno preparando per tutti gli scenari che prevedono la chiusura fino a dopo Pasqua, fino al 3 maggio e anche fino a giugno.
Nelle scorse settimane molti politici avevano proposto di far terminare la scuola più tardi rispetto al periodo previsto, ma il ministro dell’istruzione, Lucia Azzolina è stata chiara, l’anno scolastico non sarà prolungato: “Ci sono studenti e docenti che stanno facendo più di quello che facevano in classe”, ha dichiarato.  Bisogna attendere qualche settimana per saperne di più sullo svolgimento dell’esame di maturità, che sarà serio, ma terrà in considerazione il momento di emergenza che stiamo vivendo. Non cambieranno le date, si comincia il 17 giugno.  Sembra che non saranno obbligatori né Invalsi né alternanza scuola-lavoro…