Conte preoccupato chiude le attività non strettamente necessarie: “Dobbiamo resistere…”

Ulteriori misure restrittive visto l’aggravarsi dell’emergenza sanitaria sul coronavirus. Chiuderanno le attività non strettamente necessarie. In Lombardia d’altronde la situazione è pesante: oggi 546 deceduti solo in Lombardia 793 in Italia per un totale di 4.825 vittime. Il premier Conte così alle 23,24 ha parlato in Tv alla Nazione: “Le misure adottate vanno rispettate anche se severe: bisogna resistere. Il nostro sacrificio è semplice rispetto ai medici agli infermieri oltre che alle forze dell’ordine, ai farmacisti e a tutti coloro che lavorano”. E ancora: “L’emergenza economica verrà quanto prima superata, non abbiate dubbi…”. In chiusura ha pure detto: “Stiamo uniti perché amiamo l’Italia e ce la faremo…”. Conte ha preso in definitiva queste decisioni.
 il divieto di assembramento nei luoghi pubblici (fatta salva la distanza di sicurezza di almeno un metro), punito con una ammenda fino a 5mila euro;
– la sospensione dell’attività degli Uffici Pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
 la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali;
– la sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti;
– la sospensione delle attività inerenti ai servizi alla persona;
– la chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
– la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza. Gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza; 
— il fermo delle attività nei cantieri edili: sono esclusi dai divieti quelli legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari; 
– la chiusura dei distributori automatici «h24» che distribuiscono bevande e alimenti confezionati; 
– il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente, se non nei pressi delle proprie abitazioni;
 l’obbligo – se si esce con il cane – di rimanere entro i 200 metri da casa;
– la chiusura di parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici.

Restano aperti
– negozi di alimentari
– edicole
– farmacie e parafarmacie 
– commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo (codici Ateco; 47.2 e 47.4);
– commercio al dettaglio di carburante:
– commercio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico;
– commercio al dettaglio di articoli igienico sanitari; 
– commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazizone;
– commercio al dettaglio di articoli medica, articoli di profumeria, piccoli animali domestici, materiali per ottica e fotografia, saponi, detersivi
– Lavanderie 
– Servizi di pompe funebri.
– Vengono garantiti «i servizi bancari, finanziari, assicurativi»

In ogni caso deve essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. 

Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea. 

Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, valgono le prescrizioni su distanziamento degli utenti contenute nelle due ordinanze regionali già in vigore.