Coronavirus, è tempo di solidarietà. Medici e moderne attrezzature per l’Italia da Cuba, Russia e Cina

 

Non c’è tempo per le polemiche, è il momento di intervenire. Solidarietà all’Italia: specialisti e macchinari in arrivo per combattere la pandemia. E’ atterrata a Milano Malpensa nel pomeriggio di domenica la delegazione composta da 37 medici e 15 infermieri cubani che lavorerà all’ospedale da campo approntato dall’Esercito italiano a Crema. Dalla Russia è arrivato una task force di medici militari, specialisti nel campo della virologia e dell’epidemiologia con moderne attrezzature per la diagnosi e la disinfezione. In tutto circa 120 specialisti fra epidemiologi e virologi, camion Kamaz per la disinfezione, ospedali da campo, 100 ventilatori polmonari e 500mila mascherine. Arriveranno in totale 9 aerei.
E non si arrestano gli aiuti dalla Cina: arriverà infatti giovedì il primo carico con 3 milioni di mascherine, per garantire la corretta protezione al personale sanitario italiano. Nei giorni scorsi proprio i medici cinesi sono arrivati in Italia con un carico di aiuti:  “31 tonnellate materiali”, tra cui macchinari per la respirazione, tute, mascherine e protezioni, oltre ad alcuni “medicinali antivirus” e campioni di plasma.
In quasi 8 mila medici italiani hanno risposto poi all’appello della protezione civile per una task force di medici in supporto agli ospedali in affanno per l’emergenza coronavirus. Dal 20 al 21 marzo è stata online la piattaforma per inviare la domanda,  entro la settimana si conta di mandare  300 medici subito dove servono…
Da lunedì 30 o al più tardi da martedì tutte le regioni italiane avranno le mascherine che servono ai medici, agli operatori sanitari, ai malati. Servono 90 milioni di mascherine al mese, e 100 aziende italiane sono pronte a produrle, così come ha sottolineato il commissario delegato Domenico Arcuri. Sono stati messi 50 milioni di euro a disposizione delle aziende italiane che vogliono iniziare la produzione di Dispositivi di produzione individuale. Arcuri ha poi rilevato che “180 aziende delle Camere della moda hanno creato due filiere per produrre due milioni al giorno di mascherine”. L’obiettivo? Avere in poco tempo una quota sufficiente di produzione nazionale.
“Noi siamo in guerra e io devo trovare le munizioni per far sì che questa guerra il nostro Paese la vinca prima e meglio degli altri” ha concluso così Arcuri…