Dal paziente zero del calcio allo stop per tutto lo sport mentre i Giochi Olimpici tentano un “goffo” rinvio…

Achille Teghini

Anche il mondo dello sport ha dovuto spegnere i motori. O quasi. Le conseguenze della pandemia scatenata dal COVID-19, infatti si sono palesate sconvolgendo il vivere comune di ogni individuo e come un effetto domino, i mattoncini della quarantena si sono abbattuti su tutto il mondo dello sport, dal calcio alla formula 1, dalla pallavolo al basket accerchiando ed infiammando i dubbi sulle decisioni relativi alle olimpiadi di tokio 2020. Dall’Italia sportiva, dal campionato di Serie A, sono cominciate le prime contraddizioni relative alle decisioni da prendere  in merito alla sospensione del campionato. All’inizio però, sia la lega calcio che il ministero dello sport, hanno decisamente preso alla leggera il problema, consentendo, dopo i primi accenni di casi di corona virus in lombardia, la grande migrazione di circa 40.000.00 tifosi bergamaschi a San Siro per assistere al match di champions League tra Atalanta e Valencia, quello che ad oggi, a detta degli esperti, è stato individuato come “partita paziente 0” per il calcio. L’8 marzo poi, le contraddizioni e le bagarre tra colossi delle pay tv, lega e stato, hanno raggiunto il loro climax, durante l’anticipo di Serie A del Tardini tra Parma e Spal delle 12:30, con le squadre pronte per scendere in campo, bloccate in un primo momento dal ministro dello sport Spadafora che si diceva d’accordo con Damiano Tommasi, il presidente dell’Assocalciatori, che auspicava una sospensione del campionato, ed infine con la Lega di Serie A che ha posticipato il fischio d’inizio per le 13:45. Un vero e proprio errore, potremmo definirlo così ai posteri, in quanto a seguire l’intera giornata di campionato si è svolta a porte chiuse, con la partita di cartello Juventus – Inter, che ha poi rilevato la positività al Covid-19 del difensore bianconero Rugani seguito poi dal compagno di squadra Dybala e di altri tesserati appartenenti ad altre squadre quali Cutrone della Fiorentina e Gabbiadini della Sampdoria, fino ai rossoneri Paolo e Daniel Maldini. Tutto ciò dunque, ha creato un vero e proprio dato di emergenza che ha costretto la Lega a sospendere il campionato, insieme a quello di Serie  B e Serie C, scendendo giù anche tra i dilettanti con la benedizione del Coni e della F.I.G.C. Ma il campanello d’allarme, suonato dai vertici del calcio italiano, non ha per nulla destabilizzato la UEFA nei giorni a seguire, che sprezzante del pericolo ha consentito che si giocassero le 4 partite del ritorno degli ottavi di Champions League ed i sedicesimi di Europa League rigorosamente a porte chiuse. Sembrava tutto calcolato alla perfezione, ma il morbo ha continuato ad imperversare, con l’incoscienza di alcune tifoserie, quali quelle di Valencia e Paris Saint Germain che si sono radunate al di fuori dei propri stadi, per sostenere a gran voce le proprie squadre; un’azione incosciente che ha creato ulteriori contagi divenuti crocevia poi del diffondersi del Virus in Spagna ed in Francia, così come in tutta Europa.

Davanti all’evidenza dunque e alla ritrovata coscienza civile davanti alla dichiarazione di “Pandemia” dell’OMS, la UEFA ha deciso di sospendere la Champions League e l’Europa Leauge il 12 marzo, diventando cosi un esempio per le altre federazioni ed il relativo blocco dei format sportivi, compreso quello di Euro 2020, posticipato al 2021.

Le conseguenze sul mondo dello sport diventano dunque funeste, con le atre discipline sospese, tra le quali la formula 1, con la cancellazione dei gran premi di Australia e Montecarlo ed il rinvio di quelli del Bahrain, Vietnam, Cina e Olanda, dove vi è una chiara e nitida compromissione dell’intera stagione, con la federazione che è corsa ai ripari, organizzando la “F1 Virtual Race” che tende a ripercorrere le tracce attraverso un controller ed uno schermo, di una stagione mai cominciata e già finita.

Ma la grande incognita è legata ai giochi olimpici di Tokio, con la fiamma olimpica che come da tradizione, ha lasciato la città greca di Olimpia in direzione della nazione nipponica dov’è arrivata quasi nell’indifferenza e nella paura generale;  ma che di conseguenza ha contribuito ad accendere dei dibattiti serrati tra il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e le varie federazioni; tra chi preme per rinviare ed  annullare i giochi in quanto viene messa a rischio la salute di molti atleti, nonostante in Giappone il numero esponenziale di contagi sia statogià abbattuto, ed il comitato olimpico che preme per confermare il normale svolgimento dell’edizione ponendo in essere la possibilità di fallimento di molte federazioni qualora non ci fosse la possibilità di disputare i giochi. La soluzione? Sembra che nelle ultime ore verrà ufficializzato un goffo rinvio – a parer noistro –  dal 24 luglio al 25 agosto, data in principio destinata ai giochi Paraolimpici.

Ma alla fine dei conti, nessuno può ancora dare certezze in merito, di quando si potrà tornare a respirare aria di sport, in quanto si sta combattendo un nemico invisibile che non lascia spazio ad alcun tipo di programmazione. Probabilmente, in Italia, si andrà verso la chiusura dei campionati dilettantistici, cosi come probabilmente ad una soluzione di recupero per quelli professionistici, nonostante qualche presidente, voglia già nei prossimi giorni le squadre in campo per allenarsi, come Lo Tito per la sua Lazio e De Laurentis per il suo Napoli; con gli altri club che pensano già alle prime lotte legali per tagliare stipendi a tutti gli atleti. L’incognita dunque, sarà il leitmotiv delle prossime settimane, con l’unica certezza che non tutto il mondo dello sport, era pronto ad un’emergenza di questo calibro.

Achille Teghini