Coronavirus Sicilia, focolai nelle case di riposo: gli anziani pagano l’assenza di precauzioni

Si poteva fare di più e subito. Una delibera del Consiglio dei ministri dello scorso 31 gennaio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, dichiarava espressamente per sei mesi lo stato d’emergenza a seguito del rischio sanitario di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Ma chi ha osservato la delibera? Nessuno se consideriamo che a febbraio, in tutta Italia o quasi, si è svolto tutto nella normalità e gli stessi politici non hanno adottato le precauzioni del caso. Con le conseguenze a cui assistiamo giorno dopo giorno: un dramma, quello degli anziani colpiti dal Coronavirus, che si consuma silenziosamente.

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In Sicilia le case di riposo per anziani sono divenute dei veri e propri focolai. A Villa delle Palme, a Villafrati, piccolo centro in provincia di Palermo, è salito a 72 il numero delle persone contagiate. Dopo i 16 ospiti risultati positivi al Covid-19 sabato scorso, sono stati fatti tamponi a tappeto ed altre 56 persone, tra assistiti e personale, sono state contagiate. Il primo deceduto di Palermo è un uomo  di 90 anni che era ospite della struttura, trasportato poi all’ospedale di Partinico dove è morto. Villafrati adesso è zona rossa per ordinanza del governatore siciliano Musumeci, che ha sancito il divieto di entrare ed uscire dal paese. La preoccupazione però si estende a tutto l’hinterland visto che i dipendenti risultati positivi provengono da 17 comuni della zona. Per loro e per i familiari è già scattata la quarantena.
Molto grave è anche la situazione della casa di riposo Come d’incanto di Messina, dove 20 anziani su 71 sono già risultati positivi al Covid-19, 16 operatori sono in isolamento dal 19 marzo senza poter essere sostituiti e altri ancora devono essere sottoposti a tampone. Una anziana di 97 anni, ospite della struttura, è morta proprio ieri al Policlinico di Messina dove era stata trasferita per insufficienza cardiorespiratoria. Altri 7 ospiti sono adesso ricoverati al Policlinico.
Drammatico l’appello degli operatori della casa di cura, che, in un video diffuso sui social, denunciano una situazione terribile, sono stremati. Gli assistenti e i degenti non hanno più dispositivi di protezione per affrontare l’emergenza, dopo ripetuti appelli all’ASP. Nella struttura ormai è quasi certo che i casi di Coronavirus siano di più di quelli accertati fin’ora.

Fonte foto copertina: lasicilia.it

Appello degli operatori della casa di riposo Come d’incanto. Fonte YouTube: Lettera Emme.