Il sud indifeso chiede aiuto allo Stato: “non potremo fare altro che contare i nostri morti”

Non si risolve ancora il giallo delle mascherine legato alla mancanza di dispositivi di protezione individuale per il personale sanitario coinvolto in prima linea contro la battaglia al covid-19 nelle strutture del sud Italia.

Numerose le richieste di materiale che l’ASP di Catania ha dovuto declinare, le scorte sarebbero state infatti requisite dalla protezione civile che si farà carico della redistribuzione.

ea1bcaa3-6aeb-4f17-befb-5f312517f8d2A renderlo noto è una dichiarazione dell’azienda sanitaria provinciale che in data odierna, a firma dei principali vertici ha dovuto chiamarsi fuori da questa “lotta tra poveri”.

Questo purtroppo è diventata la situazione, una “guerra combattuta con le fionde” come diceva qualche giorno fa il presidente della regione Nello Musumeci, riferendosi agli scarsi e inadeguati aiuti inviati in Sicilia da Roma.

In merito alla questione è intervenuto oggi anche il presidente della regione Puglia, Vincenzo De Luca che con una lettera indirizzata al presidente del consiglio ed ai vertici della nazione ha voluto sottolineare il sentimento di sconforto e scoramento nel constatare l’indifferenza del governo verso il sud del Paese, resa tangibile dalla mancanza di aiuto prestato.

“Dobbiamo registrate il fatto che dal punto di vista delle forniture essenziali per il funzionamento dei nostri ospedali in queste settimane da Roma non è arrivato quasi nulla”, ha scritto il governatore pugliese.

“Permanendo questa nullità di forniture non potremo fare altro che contare i nostri morti”, conclude.

Niente mascherine, niente guanti, limitatissimi i posti nei reparti di terapia intensiva e senza strutture per gestire una probabile quarantena di massa; con la curva del contagio epidemico che cresce di giorno in giorno, un sistema sanitario ridotto all’osso da anni di tagli e pessime gestioni e senza l’aiuto del governo centrale, il meridione sembra dirigersi a vele spiegate verso il baratro.

Nessuno vuole avere il ruolo di profeta in patria, ma all’indomani di una tristissima disfatta, nessuno dovrà permettersi il lusso di dire “io non lo sapevo…”, si è ancora in tempo per fare arrivare gli aiuti necessari e tentare di salvare il salvabile, sperando che quelle scritte oggi non si rivelino domani lettere dall’inferno.