Decreto cura Italia: ecco le categorie ignorate dal Governo

Il decreto Cura Italia destina al mondo del lavoro 10 dei 25 miliardi stanziati per fronteggiare la crisi economica causata dal Covid-19. A chi andrà il contributo di 600 euro? Dai co.co.co. alle Partite Iva, in molti  non sanno come muoversi per richiedere il bonus.  «Ai fini dell’accesso all’indennità, queste categorie di lavoratori (autonomi occasionali, co.co.co. e Partite Iva) non devono essere titolari di un trattamento pensionistico diretto e non devono avere altre forme di previdenza obbligatoria». Sarebbero scartati una platea di liberi professionistiche hanno una propria cassa previdenziale, diversa dalla Gestione separata Inps.
Ne restano espressamente esclusi i liberi professionisti con partita IVA titolari di pensione o “iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie” come le singole Casse, tra cui avvocati, commercialisti, ingegneri e architetti, giornalisti, consulenti del lavoro. In particolare il governo non si sarebbe occupato del sistema radiotelevisivo locale. È chiaro che se le emittenti radio tv locali vogliono assicurare costante servizio e presenza sul territorio, non possono fare ricorso a sospensioni neppure parziali dell’attività, né agli ammortizzatori; l’utilità del servizio è di pubblico interesse specialmente in un momento così delicato. Per i professionisti iscritti alle casse sarà possibile solo sperare nel “Fondo per il reddito di ultima istanza”, che per il 2020 avrà un limite di spesa di 300 milioni di euro, ma per questo bisogna attendere il decreto del ministero del Lavoro e dell’Economia. Intanto il meccanismo del “click day”, per vagliare le le domande pervenute, che si era previsto e che aveva generato preoccupazione, non ci sarà…
Eppure “Nessuno sarà lasciato solo” ha assicurato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ed è per questo che nel decreto 16 marzo è presente una apposita indennità di 600 euro una tantum per i lavoratori autonomi, professionisti, partite iva, stagionali, settore agricolo, turismo e stabilimenti termali, spettacolo. Tale indennità viste le grandi proteste dei lavoratori autonomi, è cambiata con una nota ufficiale da palazzo Chigi diventando da una tantum al mese e fino alla fine dell’emergenza….