Storie di quarantena: Loredana è rimasta in Germania, “in sicurezza”…

In casa con chi non si cura del virus

Lo stato di emergenza sanitaria in cui si trova l’Italia è una realtà nota a livello internazionale ma, anche se la diffusione del virus non riguarda solo il nostro Paese e i contagi sono ormai sparsi in tutto il mondo, non tutti hanno ancora preso provvedimenti in merito alla questione.

In Germania, ad esempio, una studentessa italiana ci racconta che tra la popolazione di Cottbus, una cittadina a est di Berlino in cui vive da due anni, c’è poca consapevolezza sui rischi che si incorrono nel condurre normalmente la vita di tutti i giorni. Sebbene nel Paese la pandemia sia dilagata già da molto tempo, Loredana ci spiega che nella sua città hanno iniziato ad adottare misure di contenimento solo dieci giorni fa con la chiusura dell’università e delle biblioteche.

A partire dal 14 marzo è stata deliberata la libera uscita solo per massimo due individui alla volta se non appartenenti allo stesso nucleo familiare, nei supermercati sono stati adottati – sebbene in maniera più blanda – le stesse restrizioni italiane e sono state attivate delle linea di consulenza per richiedere informazioni sull’emergenza sia in lingua tedesca che in altre lingue straniere. Attualmente risulta però impossibile effettuare un tampone per verificare lo stato di salute in caso di manifestazione dei sintomi. Il governo non ha ancora richiesto ai propri cittadini una quarantena di contenimento e spetta quindi alle singole volontà scegliere un isolamento preventivo.

Loredana, memore della situazione in cui versa il suo Paese attualmente, ha deciso di mettersi in auto isolamento da più di dieci giorni e come lei altri suoi colleghi hanno adottato le medesime precauzioni. Altri però, tra cui alcuni dei suoi coinquilini, continuano a condurre la propria vita normalmente, uscendo e incontrandosi con amici. Non c’è ancora piena coscienza della situazione e dei rischi e per questo molti studenti internazionali mantengono le proprie abitudini senza timore delle conseguenze sanitarie.

VIDEO TESTIMONIANZA DI LOREDANA