Coronavirus, si studia la via del test sierologico su guariti e personale sanitario

Il mondo è in cerca di un vaccino: centinaia di ricercatori, medici, e virologi studiano ormai da mesi una cura per fronteggiare il Covid-19. Al momento, non è ancora stato trovato un farmaco che aiuti a prevenire il Coronavirus o curare i pazienti che ne sono affetti; serve tempo, tuttavia si teme non solo per la loro salute ma anche per quella del personale sanitario, che ancora oggi non dispone di sufficienti DPI (mascherine, guanti, tute, e visiere).

Per circoscrivere e determinare la diffusione del virus, i virologi affermano sempre con più fermezza che le analisi del sangue su guariti o soggetti asintomatici potrebbero risultare utili. In aggiunta ai test di tipo molecolare, eseguiti sul tampone e che permettono di identificare il virus nelle secrezioni dei pazienti positivi, si parla adesso della possibilità di effettuare test di tipo sierologico. Questi, così come conferma lo stesso laboratorio di Virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia, permettono di individuare gli anticorpi che, in soggetti che hanno contratto il Covid-19, iniziano però a prodursi dopo 7-10 giorni. Il test sierologico fornirebbe quindi informazioni molto importanti sulla diffusione del virus ma, ampliando l’analisi a tutti, il rischio di incontrare falsi negativi è alto. Al momento, dunque, effettuare il test sierologico risulterebbe maggiormente utile per portare avanti indagini epidemiologiche sul personale sanitario e su persone dichiarate clinicamente guarite che, anche in presenza di immunoglobuline, possono ancora infettare per diversi giorni.

La possibilità che il test di tipo sierologico possa essere realmente adottato si fa sempre più reale. Di fatto, si aprirebbe una nuova via verso la lotta contro il Coronavirus, che aiuterebbe a tutelare la salute di molti più cittadini, ma non solo. Assieme all’esecuzione dei tamponi su soggetti già contagiati e sintomatici, potrebbe fornire dati molto importanti anche per la pianificazione della ripartenza dell’Italia, su delle basi certamente più solide.

 

Fonte foto: arezzoweb.it