Il virus rallenta, il governo proroga le misure fino a Pasquetta: sblocco totale non prima del 4 maggio?

Il virus rallenta. La percentuale di incremento dei nuovi casi positivi al 31 marzo, è scesa al 3,98 per cento, quello dei ricoveri all’1,4. Il picco è stato raggiunto, anzi il plateau come lo definisce Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità. E se il dato dei contagiati è troppo legato a variabili come il numero dei tamponi effettuati, la casella di chi finisce in ospedale conferma che la diffusione del coronavirus non si è fermata, ma è comunque decisamente più lenta.

A tal proposito, il governo ha deciso di prorogare fino al 13 aprile, dopo la Pasqua e la Pasquetta, tutte le misure di limitazione alle attività e agli spostamenti individuali finora adottate. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’informativa al Senato. “Siamo nel pieno di un’esperienza durissima e drammatica – ha detto il ministro – avremo tempo e modo di valutare ogni atto e conseguenza, ma a tutti è chiara una cosa: il Servizio sanitario nazionale è il patrimonio più prezioso che possa esserci e su di esso dobbiamo investire con tutte le forze che abbiamo. Il clima politico positivo e unitario è una precondizione essenziale per tenere unito il Paese in questo momento difficile della nostra storia. Non è il tempo delle divisioni”.

Ma secondo i dati stimati, per evitare fughe ed assembramenti di massa, si identifica nel giorno di lunedì 4 maggio, la data in cui le aziende e le attività commerciali, potrebbero gradualmente riaprire, dopo il “ponte del primo maggio; con le dovute restrizioni. Ma tutto ciò resta ancora un incognita, bisognerà infatti valutare, l’evolvere della curva pandemica di contagio, prima di avere una certezza.

Al momento, con una circolare indirizzata ai Prefetti il Viminale, il governo ha preso posizione sulla possibilità per i bambini di uscire di casa in questa fase di emergenza. In particolare è “da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto , purché in prossimità della propria abitazione”. La stessa circolare contiene una serie di “chiarimenti” sui divieti di assembramento e spostamento stabiliti dagli ultimi decreti per il contrasto al coronavirus. In questo senso si precisa anche che “l’attività motoria è generalmente consentita, ed è possibile camminare “in prossimità della propria abitazione”, ma non ovviamente, andare in giro per la città a fare jogging.