Acquisto Catania, Pellegrino: “Il “no” di Finaria? Se ci sono altre trattative lo dicano!”

Non riesce a nascondere la rabbia Maurizio Pellegrino, coordinatore del Comitato promotore per l’acquisizione del Catania, dinanzi al “no” di Finaria. Il 31 marzo la cordata catanese aveva offerto 2 milioni di euro per l’acquisto del club rossazzurro e di Torre del Grifo, ma la holding, tramite un comunicato stampa, ha respinto la proposta.

Queste le sue dichiarazioni:

Offerta non congruente? Ne prendiamo atto, forse è soltanto un primo approccio. La nostra è una proposta trasparente, congrua e onesta, su cui lavoriamo da tre mesi mettendoci la faccia. Oltre ai 2 milioni abbiamo proposto di sobbarcarci tutti i debiti, che sono enormi per un club che milita in Lega Pro. Parliamo delle rate del mutuo di Torre del Grifo, dei debiti verso i fornitori, verso l’erario e verso le banche. Vogliamo investire in un progetto sportivo importante, altrimenti il Catania è destinato a fallire. Avranno avuto le loro buone ragioni per rifiutare l’offerta.

Alternative al comitato? A me non risulta. Proprio la mancanza di nababbi interessati al Catania ci ha spinto a maturare il desiderio di acquistarlo. In molti volevano aiutare la società, ma nei fatti ci siamo mossi soltanto noi per salvare il salvabile. Forse soltanto Raffaello Follieri o qualche amicizia del patron Pulvirenti, un personaggio noto che voleva sponsorizzare il club. Se c’è un’altra trattativa, lo dicano! Immediatamente saremo pronti a metterci da parte. Devono prendersi le loro responsabilità, non sindacare sulle modalità di pagamento. Gli argomenti devono essere trattati a 360 gradi. Noi abbiamo presentato tutti i documenti necessari, le garanzie bancarie e un piano industriale che preveda la copertura finanziaria dei prossimi 3 anni, rispettando le norme per essere corretti e trasparenti. Facciano i nomi come noi abbiamo fatto quelli dei membri del comitato! Speculare sulla nostra proposta è squallido. Se la cordata rilancia? I soldi non sono miei: sono di questi imprenditori che stanno facendo il possibile. Noi non andiamo a trattare il Catania al bar, come qualcuno ci ha indicato. La proposta era già pronta da tempo, le ultime vicissitudini che hanno riguardato la società e gli ultimi sviluppi relativi alla situazione debitoria ci hanno portato a modificarla. Arriverà il giorno in cui le cifre verranno pubblicate dal Catania, perché tutti devono prendersi le proprie responsabilità.

Leonardi? Quando abbiamo organizzato la cordata, era aperta a tutti quelli che hanno a cuore le sorti del Catania. Ad oggi, dopo tre mesi, non ho ricevuto nessuna telefonata da nessun imprenditore forte che volesse aiutare il club. Quelli che siamo riusciti a mettere insieme è perché prima di tutto sono tifosissimi del Catania e con grande senso di responsabilità hanno deciso di aggregarsi.

Lucarelli? Dopo gennaio è riuscito a fare veramente bene con i calciatori. Il mio è un giudizio positivo sulla persona e sul tecnico, che in una situazione di difficoltà ha tirato fuori qualcosa di buono. Di Natale? Posso solo parlare delle cose che ho potuto notare: ritengo che bisogna permettergli di lavorare nella maniera giusta.

Adesso? Vedremo. Noi vorremmo investire su un progetto sportivo che valorizzi i nostri ragazzi, le risorse del nostro territorio. Vorremmo evitare il fallimento al Catania, salvare la matricola 11.700. Ma, dopo questo rifiuto, parlare di un progetto mi sembra prematuro.