Coronavirus, in Sicilia i vigili del fuoco chiedono controlli sanitari, la Regione valuta l’uso obbligatorio della mascherina

Con il protrarsi dell’emergenza dovuta al diffondersi del contagio da Covid-19, in Lombardia è stato reso obbligatorio l’uso della mascherina per chiunque esca da casa.

L’ordinanaza, emanata dal presidente della regione, Attilio Fontana, sarà in vigore fino al 13 Aprile.

“Ogni qual volta ci si rechi fuori dall’abitazione, vanno adottate tutte le misure precauzionali per proteggere sé stesso e gli altri dal contagio, utilizzando la mascherina o qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca, insieme ad una puntuale disinfezione delle mani”, ha detto Fontana, promettendo multe minime da 400 euro per i trasgressori.

Stando a quanto trapelato da Palazzo d’Orléans pare che nessuna decisione sulla obbligatorietà delle mascherine sia stata ancora presa dalla Regione Siciliana.

Sembra che gli esperti stiano valutando la necessità di questa misura, e la possibilità di adottarla in maniera differenziata sul territorio, dando la priorità a luoghi dove è assolutamente necessaria la protezione, come strutture sanitarie e luoghi soggetti ad assembramenti come supermercati e zone all’aperto.

Arriva nel frattempo alla regione l’ennesima richiesta di sostegno da parte dei vigili del fuoco.

Con una lettera indirizzata alle massime autorità dell’isola i membri del corpo hanno richiesto di essere inseriti nelle categorie da monitorare.

Non è la prima richiesta di aiuto che i vigili del fuoco si trovano a dover inviare, già pochi giorni addietro è stata inviata una lettera al presidente del consiglio per richiedere mascherine e dispositivi di protezione.

Ieri mattina un’aereo è atterrato a Palermo con 40 tonnellate di materiale sanitario che verrà smistato dalla protezione civile.

Ma l’emergenza ed i problemi non sono di certo finiti…

“La permanenza forzata nelle nostre sedi non ci rende tranquilli e benché siano state adottate direttive e azioni per il contenimento del contagio abbiamo numerosi lavoratori ammalati ed in quarantena “, scrive Carmelo Barbagallo, coordinatore regionale del sindacato di base.

“Così come nella Sanità, il Servizio di Soccorso dei vigili del fuoco è assicurato con grande sacrificio; i lavoratori si trovano a dover fronteggiare una situazione complessa”, continua.

“Un progetto di screening da parte della sanità Regionale permetterebbe di mitigare la diffusione del contagio e garantire tranquillità ed operatività all’interno delle nostre sedi”, conclude Barbagallo.

Con 40 tonnellate di materiale sanitario arrivato ieri mattina non ci sono più scuse, adesso bisogna fare di tutto per difendere medici, infermieri, vigili del fuoco e tutti quanti si trovano in prima linea a combattere il virus, la partita non è ancora finita.