Coronavirus, il grande cuore dell’Italia tra solidarietà ai bisognosi e guerra ai furbetti

Dopo il lockdown con la chiusura delle attività in tutta la nazione a causa del diffondersi del contagio da coronavirus sono iniziati purtroppo anche i problemi economici.

Nonostante gli aiuti messi in campo dallo stato per garantire a tutta la popolazione un piatto in tavola durante il giorno sono ancora tanti gli italiani che non sono in grado di portare a casa qualcosa da mangiare.

Il problema grava principalmente su quelle famiglie in difficoltà anche prima della diffusione del virus, persone che vivevano grazie a lavori saltuari o per la maggior parte non regolarizzati e che quindi non possono accedere al sostegno del governo.

Tante famiglie, anche numerose, spesso con bambini si sono ritrovate nel giro di una ventina di giorni a non poter comprare nulla da mangiare.

Al problema l’Italia ha risposto mettendo in campo un grande cuore, sono tantissime infatti le iniziative di solidarietà che sono state attivate per garantire a tutti qualcosa da mangiare.

A Catania, è partito il progetto “Catania aiuta Catania”, il comune ha istituito una card per accedere ad aiuti alimentari e nel giro di pochi giorni sono già stati consegnati migliaia di pacchi spesa alle famiglie più bisognose.

Ad Acireale grazie alla collaborazione tra la curia, il comune, la caritas e gli scout Agesci della “Zona Galatea” è partito il progetto “Acireale dona”.

La cittadina ha subito risposto all’appello e grazie alle numerose donazioni è stata possibile una imponente raccolta di generi alimentari che verranno redistribuiti dalle associazioni di volontariato.

A scendere in campo anche il capitano dell’Acireale Calcio, Giuseppe Savanarola che ha dato vita alla campagna “Acireale Famiglia”, una raccolta fondi che sta permettendo di donare numerosi beni di prima necessità.

Di contro a tanta solidarietà però c’è anche chi purtroppo decide di speculare sul bisogno altrui, non sono mancati infatti i problemi legati alla distribuzione dei buoni spesa che i comuni hanno distribuito grazie agli aiuti del governo.

A Gravina in Puglia pare sia stato accertato il caso di un uomo che ottenuto il buono da spendere al supermercato lo avrebbe poi ceduto in cambio di denaro.

Pronta e dura la risposta del sindaco Alessio Valente che promette provvedimenti pesanti per chi specula sul bisogno altrui approfittando di soldi pubblici.

Il grande cuore del paese quindi non si ferma e nonostante la presenza di cellule malate continua a battere pompando solidarietà.