La Sicilia e il Turismo annientato dal virus: “Ma c’è ancora speranza, questo è l’anno zero…”

Gli effetti devastanti della pandemia da coronavirus, ha messo drasticamente in ginocchio l’economia mondiale, soprattutto quella siciliana, dove a vivere di turismo sono davvero in tanti. Ma tra una Regione siciliana lontana nel definire delle linee guida che non siano legati a voucher turistici difficilmente realizzabili ed un governo che parla di MES ed Eurobond, c’è chi non si è ancora rassegnato, anche se al momento si teme più il futuro rispetto al presente

Saro Trovato, guida naturalistica forgiata da tanti anni di esperienza sull’Etna, libero professionista con partita Iva, ha espresso il suo punto di vista sul futuro delle attività turistiche ed escursionistiche in Sicilia.

Il turismo è tra i settori più colpiti, ma quanto ne risentono i liberi professionisti?

“Questa stagione non è mai iniziata, ma è il caso di dire che individuare nell’estate come il periodo di maggiore affluenza turistica è un po’ fuorviante, almeno per quanto riguarda l’Etna. Negli ultimi anni c’è stata una destagionalizzazione dei flussi, già molti turisti, soprattutto dal nord Europa, si spostavano in primavera e in autunno, i mesi in cui si lavora ad altissimo regime sono infatti quelli primaverili (marzo-Aprile) ed autunnali (ottobre-novembre). Paradossalmente dunque il flusso in estate è un po’ in calo da diversi anni. Come ogni Freelance non legato da contratto, aspetto il contributo statale in questo periodo di quarantena, sono abbastanza tranquillo perché non ho dipendenti e dunque non ho pensieri rispetto alle aziende che hanno da mettere in cassa integrazione le guide-dipendenti. Stare a casa brucia, come il mancato guadagno ma anche l’incertezza del futuro. Quello che temo è questa insicurezza che non renderà il turista libero di viaggiare, ma soprattutto volenteroso di intraprendere un’avventura. Sarà impensabile di essere liberi di viaggiare se prima non si costituirà una sorta di immunità di gregge, un vaccino, io sarei il primo scettico per ricominciare viaggiare”.

Al momento quali idee si seguono per riavviare l’attività escursionistica?

“E’ complicato pensare al presente ma molto di più pensare al futuro, per noi sarà difficile, qualcuno crede di creare dei tour virtuali, ma non sarà facile spiegare attraverso una webcam cosa significa calpestare e sentire il suolo lavico dell’Etna ad esempio. Futuro molto cupo, molti si stanno organizzando, per attività associative dopo il lockdown per coinvolgere gli abitanti del luogo, l’hinterland etneo e non solo. Ci inseriamo però in un contesto socio economico dove le famiglie hanno pochi soldi per affrontare i prezzi che solitamente ci sono quando parliamo di escursioni. Ma nell’immediato ci saranno anche delle restrizioni, per cui è impensabile fare delle escursioni con 20-30 persone al seguito”.

Cosa ne pensa delle proposte riguardanti i voucher turistici ed i tanto discussi bond?

“I voucher? Turismo bond? Operazione troppo azzardata, perché qualcuno dovrebbe pur garantire per tutti i circuiti in essere, talvolta strutturati in più tappe, ma per uscire da questa situazione, serve anche che la Regione Sicilia sia presente con proposte concrete, non con idee utopiche.Io ho lavorato personalmente fino al giorno precedente al lock-down, 10 marzo, la mia vita poi è cambiata radicalmente dall’oggi al domani in maniera drastica, il settore del turismo è stato completamente annientato”.

Dunque si dovrà ricostruire tutto?

“Questo dovrà essere l’anno zero per il turismo, si dovranno mettere dei paletti a livello regionale, la nostra qualifica di guide naturalistiche infatti, è l’unica a non essere rispettata a livello regionale, quindi mi auguro che questa situazione possa introdurre nuove regole, per non avere le solite disparità”.