Fasce orarie più ampie, personale ridotto e gel per i clienti: così i negozi dopo la riapertura

Le misure restrittive vengono prolungate fino al 3 maggio, ma oggi, 14 aprile, riaprono alcune attività produttive non considerate di prima necessità. E’ questo in sostanza il contenuto del dpcm del 10 aprile annunciato dal premier Conte. Semaforo verde per librerie, cartolerie, commercio al dettaglio di prodotti di abbigliamento per bambini e neonati, esercizi non specializzati di computer e commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia. Consentito anche l’uso delle aree forestali, la silvicoltura e la cura e la manutenzione del paesaggio. Fanno eccezione Lombardia e Piemonte, dove librerie e cartolerie restano chiuse, e le province di Piacenza e Rimini, in Emilia-Romagna, dove tutte le saracinesche rimangono serrate.
Il decreto prevede, inoltre, specifiche misure di prevenzione per evitare che la ripresa delle attività possa portare ad una nuova ondata di contagi da Coronavirus. Gli esercizi commerciali devono assicurare il mantenimento, in tutte le loro attività, del distanziamento sociale, devono garantire pulizia e igiene ambientale almeno due volte al giorno e in base all’orario di apertura. Obbligatorio l’uso di mascherine nei luoghi chiusi e in tutte le fasi lavorative quando non è possibile osservare il distanziamento sociale, e l’uso dei guanti usa e getta. Inoltre, gli accessi agli esercizi commerciali devono essere distribuiti nell’arco della giornata, tramite un ampliamento delle fasce orarie e consentendo l’entrata di una sola persona alla volta e massimo due operatori nei locali fino a 40 metri quadri.
Per le aziende che non possono lavorare è consentita la spedizione della merce in giacenza, l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente per lo svolgimento di attività di vigilanza, manutenzione, gestione dei pagamenti, pulizia e sanificazione. Con l’autorizzazione del prefetto possono spedire oppure ricevere in magazzino beni e forniture.
Inevitabile l’ampliamento delle misure igienico-sanitarie. Tutti i locali pubblici, a partire da farmacie e supermercati, devono mettere a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani. Restano ferme tutte le altre regole: evitare abbracci, strette di mano e il contatto con persone affette da gravi infezioni respiratorie, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro, lavare spesso le mani, praticare l’igiene respiratoria e pulire le superfici.
Consentito anche il rientro in Italia da un Paese estero, ma solo per comprovate esigenze lavorative e per cinque giorni al massimo. Per farlo, occorre consegnare un’apposita autocertificazione al momento dell’imbarco. Scaduti i cinque giorni, se è impossibile ritornare nello Stato da cui si è partiti, bisogna entrare in quarantena.

 

Fonte foto: gazzettadelsud.it