L’imprenditore scordiense Vitellino: “Il covid? Destabilizzante anche economicamente, sulla sicurezza dei braccianti ci siamo subito cautelati…”

Il covid19 ha destabilizzato gli equilibri generali. Le nazioni, i paesi, le imprese, le famiglie, ogni singolo individuo sta vivendo giorni insoliti e pericolosi. Le misure di contenimento emanate da Giuseppe Conte sono servite e servono a bloccare la trasmissione del virus ma, ovviamente, l’economia del paese ha subito delle conseguenze non irrilevanti. Secondo l’ultimo Dpcm il 14 aprile si sono aperte le porte di librerie, cartolibrerie e negozi per bambini, molte attività non hanno mai smesso di produrre e vendere mentre altre rimangono ancora in stand by. Tutto ciò lesiona inevitabilmente l’economia generale.  Ma qual è lo stato d’animo degli imprenditori? Ne abbiamo parlato  con un noto imprenditore scordiense, il dottor Concetto Emanuele Vitellino. Quest’ultimo, insieme al padre Rino Vitellino, nel 2013 ha dato vita all’azienda agricola AgriSì. La pluriennale esperienza maturata nell’azienda di famiglia ha portato Emanuele Vitellino e suo padre, a creare un’azienda apprezzata nel panorama agricolo italiano che si impegna nell’attività di produzione e commercializzazione per la G.D.O. di prodotti agricoli siciliani, garantendo elevati standard qualitativi.

– Quale idea ha sviluppato sulla situazione che il covid19 ha creato nel nostro paese?

“Il corona virus ha creato una situazione che non ha mai avuto precedenti, una pandemia che ha  sconvolto le nostre certezze. L’Italia, da nord a sud, è stata colpita da questo pericoloso virus che ha creato e sta creando una forte emergenza sanitaria ed economica e il problema di liquidità riguarda stavolta tutto il Paese, da nord a sud. La situazione è drammatica: parlando con diversi miei clienti che vivono nelle zone del nord Italia, mi sono reso conto che la pericolosità del virus è enorme – e da non sottovalutare – e che il sud, fortunatamente, non ha vissuto i drammi che hanno caratterizzato le zone del nord Italia, e non solo per le vittime.  Io spero che la situazione torni alla normalità, in primis per la salute di tutti. Il nuovo Dpcm dà speranze, certo,  ma bisogna restare concentrati sulla prevenzione”.

– In che modo la AgriSì sta fronteggiando la situazione?

“Per quanto riguarda la raccolta degli agrumi i braccianti agricoli viaggiano in sicurezza senza creare assembramenti all’interno dei mezzi di trasporto. All’interno della struttura per la lavorazione degli agrumi la manodopera si è decimata: alcuni, come le donne, sono rimaste a casa per badare ai propri bambini, altri in quarantena. Stiamo attuando tutte le precauzioni del caso: distanza di sicurezza, guanti, mascherine e continua sanificazione dei locali di lavoro”.

 – Lo Stato vi sta aiutando in qualche modo?

“No. Lo stanziamento dei 600 euro rappresenta per la mia azienda, una quota irrisoria e inutile in quanto, a mio avviso, serve a ben poco soprattutto per tutte quelle realtà legate alla filiera alimentare che non ha mai smesso di lavorare a ritmi forsennati, ben più utili invece per tutte le Partite Iva costrette a chiudere. La famosa quota di 25mila euro che lo Stato presta attraverso le banche all’imprenditore, rappresenta un aiuto illusorio e anche questo, inutile perché la somma dovrà, in ogni modo, essere restituita. Occorre una somma a fondo perduto”.

– Trattando di agrumi, la richiesta ha subito danni o guadagni?

“Trattando agrumi abbiamo continuato a lavorare addirittura con una maggiore richiesta dovuta dalla corsa ai supermercati, ma anche dalla mancanza di prodotto oramai terminato. I prezzi sono aumentati è vero, ma per la carenza di alcuni prodotti oramai terminati (come normalmente accade ogni anno al termine di ogni stagione agrumicola) ma anche a causa di sciacalli che hanno cavalcato lo stato di emergenza, approfittandosene”.

Cosa prevede per la prossima stagione produttiva?

“Dal punto di vista della produzione direi che sarà ottima: la fioritura prospera, quindi la raccolta degli agrumi dovrebbe essere più sostanziosa in termini di quantità; quindi dovremmo avere una  stagione agrumicola più lunga, a differenza di quella attuale. D’altro canto bisogna sperare che si riesca davvero ad debellare il virus, perché potrebbe, in ogni caso, intaccare in qualche modo la prossima stagione…”.

Nicoletta Fortunata Dammone Sessa