Immuni è il nome dell’App (con il contributo Vodafone…) che rispetta la privacy per tenere sotto controllo la diffusione del virus

E’ pur qualcosa si muove per l’avvio della fase 2. Niente geolocalizzazione, sì a bluetooth a volontarietà e anonimato per l’applicazione che dovrebbe chiamarsi “Immuni”. Tra i 32 partner del progetto Europeo Pepp-Pt (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing) ci sono anche Vodafone, Bending Spoons e la Fondazione ISI di Torino.
Il commissario Domenico Arcuri ha firmato l’ordinanza del Commissariale numero 10 del 16 aprile con la quale dispone “di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la societa’ Bending Spoons Spa”.
L’App che dovrebbe chiamarsi “Immuni”, sarà pronta per il download in fase sperimentale tra qualche settimana in alcune regioni pilota, per poi essere estesa a tutto il territorio nazionale che, come ha spiegato Domenico Arcuri, Commissario per l’emergenza, spera “in una massiccia adesione volontaria dei cittadini”
Per lo sviluppo della “App”, Bending Spoons si è avvalsa della consulenza e della supervisione tecnica tra gli altri di John Elkann, presidente di FCA. La partecipazione di Elkann al progetto è particolarmente importante e nelle prossime settimane la “app” potrebbe essere testata nella fabbrica Ferrari di Maranello, prima della diffusione al pubblico.
E’ di mercoledi 15, infatti, che la Commissione Ue ha dettato le regole per il sistema di tracciamento: anonimato e niente geolocalizzazione, sì a bluetooth e volontarietà. “I Paesi Ue stanno convergendo verso un approccio comune” con “soluzioni che minimizzano il trattamento dei dati personali”, scrive l’Europa nel documento stilato in collaborazione con i governi.
Per mantenere l’anonimato, è previsto che l’applicazione utilizzi un ID (codice d’identificazione utente,) “anonimo e temporaneo che consenta di stabilire un contatto con gli altri utenti nelle vicinanze”.
Oltre ai requisiti di volontarietà e interoperabilità tra Stati, già ribaditi, l’Ue si è soffermata in particolare sulla tecnologia giudicata più idonea per le “app” di tracciamento, cioè il bluetooth che deve “stimare con sufficiente precisione” (circa 1 metro) “la vicinanza” tra le persone per rendere efficace l’avvertimento se si è venuti in contatto con una persona positiva al Covid-19. “I dati sulla posizione dei cittadini non sono necessari né consigliati ai fini del tracciamento del contagio” sottolinea Bruxelles, precisando che l’obiettivo dell’applicazione “non è seguire i movimenti delle persone o far rispettare le regole” perché questo “creerebbe rilevanti problemi di sicurezza e privacy”.
In Europa esiste già un progetto che soddisfa questi criteri, su cui stanno convergendo Francia, Germania e Olanda . Si chiama Pepp-Pt (Pan-European Privacy-Preserving Proximity Tracing) è stato messo in piedi da un gruppo di 130 scienziati e 32 fra aziende e istituti di ricerca di 8 Paesi tra cui la Fondazione ISI di Torino, Vodafone e Bending Spoons .
La scelta del governo converge dunque sull’applicazione messa a punto dalla società milanese Bending Spoons in partnership con il Centro Diagnostico Santagostino di Luca Foresti e con la società di marketing digitale Jakala. L’applicazione ha partecipato alla selezione indetta dal ministero dell’Innovazione dove sono arrivate oltre 300 proposte. Si basa sulla tecnologia bluetooth (ma è adattabile anche al Gps) principio cardine su cui si muove l’Europa.
Nell’ordinanza commissariale si legge tra l’altro che la società Bending Spoons Spa ha tenuto ha ribadire “che la società esclusivamente per spirito di soliderietà e, quindi, al solo scopo di fornire un proprio contributo, volontario e personale, utile per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 in atto, ha manifestato la volontà di concedere in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua, al commissario straordinario per l’attuazione ed il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e alla Presidenza del consiglio del ministri, il codice sorgente e tutte le componenti applicative facenti parte del sistema di contact recing gia’ sviluppate. Nonche’, si legge ancora nell’ordinanza, per le medesime ragioni e motivazioni e sempre a titolo gratuito ha manifestato la propria disponibilità a completare gli sviluppi informatici che si renderanno necessari per consentire la messa in esercizio del sistema nazionale di contact racing digitale”.
In allegato l’ordinanza commissariale n.10 del 16 Aprile.

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