Bambini reclusi in casa: i genitori protestano, scrivono, invocano…e sui social accuse a Musumeci

Non si danno pace i genitori di Agostino Mario Prestidonato, il bimbo di tre anni morto soffocato dal cordino di una tenda. La tragedia è avvenuta a Monreale, intorno all’una di notte di sabato. Il bimbo, che era nella sua cameretta, era stato messo a letto dai genitori che stavano guardando la tv in salotto. Poi si è svegliato e si è messo a giocare, forse anche a causa dell’irrequietezza legata ai giorni trascorsi forzatamente in casa.

Secondo una prima ricostruzione il piccolo sarebbe salito sul tavolo e sarebbe scivolato finendo su una mensola di marmo perdendo i sensi e rimanendo incastrato con il cordino della tenda. Per i sanitari si è trattato di un “tragico incidente”. Il padre lo ha trovato svenuto per terra, ha chiamato il 118, i sanitari hanno cercato di rianimarlo, ma per il bambino non c’è stato nulla da fare.

L’epidemia da Coronavirus sta cambiando radicalmente la quotidianità di tutti. Si trascorre la giornata tra le quattro mura. Non si possono vedere altre famiglie, i bambini non possono svagarsi con altri bambini. E, a meno che non si abbia un giardino, non si può avere lo sfogo dell’attività all’aperto…  Il coronavirus ha rivoluzionato insomma le giornate dei piccoli, che mostrano sempre più segni di nervosismo. Basta giochi all’aperto, stop alle merende con i compagni di classe, i loro ritmi sono completamente cambiati, e la situazione relativa all’emergenza sanitaria, l’isolamento sociale nel caso specifico, incide sul loro stato psicologico.

Eppure la nuova ordinanza del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci lascia ancor in casa i bambini scatenando la rivolta dei genitori che nei giorni scorsi avevano firmato una lettera appello per chiedere che venisse data la possibilità ai più piccoli di fare una passeggiata. Sì ai podisti, no ai bambini dunque. Solo se non ci sono alternative è consentito portare con sé i bambini per le uscite di necessità, per andare quindi al supermercato o in farmacia, che sono consentite una sola volta al giorno a un solo componente del nucleo familiare.

Per le passeggiate bisognerà attendere con ogni probabilità il 4 maggio, quando inizierà in tutta Italia la fase 2. Intanto i genitori protestano, scrivono e invocano. Sui social si accusa il governatore di avere ignorato gli effetti che una clausura può avere sui più piccoli. Proprio di loro non si parla in nessun decreto, sono poco considerati dalle istituzioni, e i genitori non sanno come comportarsi…