Coronavirus, emergenza economica: al via prestiti e bonus mentre si lavora alla fase 2

Dopo oltre un mese di lockdown, necessario ed inevitabile per limitare la diffusione del Covid-19 in Italia, il governo è chiamato ad un’imponente manovra economica per far fronte ad un’emergenza che ha messo alle strette imprese e famiglie. E mentre al Consiglio Europeo si discuterà di aiuti economici europei a partire da giovedì, la possibilità di uno stanziamento per circa 70 miliardi a sostegno degli italiani in difficoltà si fa sempre più reale.

Garantire aiuti e liquidità alle imprese è infatti il primo passo verso una ripresa, seppur graduale, dell’Italia. Grazie al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, già da inizio settimana le imprese interessate possono fare richiesta alle banche di prestiti fino a 25mila euro e per un massimo del 25% dei ricavi, per cui il Decreto liquidità prevede una garanzia automatica del 100%. Una volta presentata la domanda, il prestito dovrebbe essere erogato immediatamente. Sommando i finanziamenti in essere e quelli nuovi, l’obiettivo è consentire garanzie dal Fondo per oltre 100 miliardi complessivi di finanziamento alle imprese, con prestiti che giungono ad un valore massimo di 5 milioni di euro.

Per quanto riguarda i bonus da 600 euro, l’INPS ha già ricevuto 4 milioni di istanze. E nonostante le difficoltà, legate al procedimento da seguire e al malfunzionamento del sito, tra il 15 e il 17 aprile i primi professionisti hanno ricevuto il bonus relativo al mese di marzo. L’INPS comunica di aver pagato già 3,1 milioni di bonus e di averne ancora 750.000 in lavorazione (alcuni dei quali verranno pagati nelle prossime ore). Inoltre, sembra che il nuovo DPCM predisporrà un aumento del bonus da 600 a 800 euro ad autonomi e Partite Iva, per i soli mesi di aprile e maggio qualora non si riprendessero le attività.

Nel frattempo, proprio oggi l’Europa è entrata nella “fase 2” con le prime riaperture in paesi come Germania, Norvegia, Danimarca e Austria, mentre il governo italiano procede con cautela. Qualora le regioni volessero dare avvio alla fase 2 ancor prima del 4 maggio, potranno farlo ma a partire dal 27 aprile e secondo precise disposizioni: le riaperture saranno scaglionate secondo le tabelle Inail che misurano il rischio per i lavoratori. Per questa ragione, i primi a ripartire sarebbero i settori dell’auto, edile e moda, mentre bar e ristoranti difficilmente potranno riaprire in questa fase; si valuta dunque l’opzione delle consegne a domicilio e dell’asporto, sempre con ingresso scaglionato. Rilanciare il turismo poi, in vista della fase 2, sarà una vera e propria sfida: le strutture ricettive all’aperto, previa comunicazione al prefetto, possono già svolgere attività di manutenzione in vista di un possibile avvio di stagione, che chiaramente non avverrà almeno fino al 3 maggio; i cantieri navali possono invece consegnare i mezzi navali già allestiti; inoltre, il decreto di aprile dovrebbe prevedere il cosiddetto “bonus vacanze”, uno sgravio fiscale pari a 325 euro per gli italiani che trascorreranno le vacanze in Italia, valido per soggiorni di almeno 3 notti.