Immuni? E’ già polemica sull’App anti virus: se non la si usa saremo limitati negli spostamenti?

Gli italiani stamattina sono stati svegliati, in un orario insolito per lo standard comunicativo, da un lungo post che il Premier Conte ha pubblicato sul suo profilo Facebook nel quale desiderava ribadire che non si può riaprire tutto subito e che le modalità di riapertura della fase 2 post Covid dovrebbero essere pronte entro questa settimana.
Nel suo scritto il Premier Conte elogià anche i gruppi di esperti che stanno lavorando al suo fianco giorno e notte tra i quali di recente si è aggiunto il dott. Vittorio Colao che insieme a tanti altri esperti sta offrendo un contributo determinante per la stesura di un piano per una graduale e sostenibile riapertura, che tenga conto di tutti i molteplici aspetti, operativi e scientifici.
Riapertura che dovrebbe basarsi sul buon senso degli italiani ma soprattutto sulla tecnologia è quindi sull’uso della famosa app.”Immuni”.
Che la gran parte degli italiani abbiano mostrato buon senso è di facile lettura ma affidarsi alle applicazioni anti Covid ci sembra esagerato. Infatti la media di “scaricamento” delle app anti-Covid va dall’8% della popolazione della Lombardia al 18% degli abitanti di Singapore, ove il direttore dei servizi digitali del governo ha parlato senza mezzi termini di un fallimento degli strumenti di tracciamento tecnologico. Eppure, tutti si sono stracciati le vesti nel dire che il sistema di tracciamento dei contatti sarà su base volontaria e non prevederà alcun obbligo per il cittadino. Il che ci fa supporre che chi parla di volontarietà non abbia effettuato nessuna ricerca st sulla diffusione di app simili in Italia e nel mondo. Tranne che non vengano forniti servizi gratuiti connessi all’applicazione del tipo servizi per adulti o lotterie, appare veramente improbabile che la popolazione italiana si getti in massa a farsi tracciare dal dispositivo anti-Covid. Così come appare improbabile che la popolazione italiana over 70 si lanci alla ricerca di Immuni sugli app store, tra un app per la musica ed un’altra per la gestione della dieta o quella dei tour virtuali dei musei.
Ed ecco allora l’idea geniale della Task force capitanata dall’ex amministratore delegato di Vodafone Vittorio Colao che da ieri è diventata di dominio pubblico, cioè, quella di rendere l’app IMMUNI “spontanea”. Ovvero se non la usi saremo soggetti a notevoli limitazione negli spostamenti e probabilmente non potrai autocertificare i motivi dello spostamento, che in caso di controllo andranno esibiti alle forze di Polizia, autocertificazione che nella fase due dovrebbe essere redatta soltanto in formato in digitale, attraverso l’identità digitale “Spid” per il tramite dell’applicazione IMMUNI .
Il dopo COVID19, per molti ma non per tutti, sarà motivo di rimpianto del lockdown e l’hashtag più diffusi nei social saranno #ridateciillockdown #sistavameglioquandosistavapeggio

SA.MI.