“Didattica online? Interessante, certo, ma quanto mi mancano i compagni e la ricreazione…”

L’Italia risponde in un modo o nell’altro all’emergenza covid19 ma, in ogni caso, la società non può fermarsi. Sono state prese, fin da subito, delle rigorose e ottime misure cautelative, le scuole sono state le prime a chiudere le porte: evitare assemblamento era, ed è, essenziale. In ogni caso l’istituzione scolastica deve pur garantire il diritto allo studio. Per questo motivo sin da subito sono iniziate le attività didattiche on line, ovvero le distance learning. Dal 5 marzo tutti gli studenti sono rimasti a casa e se in un primo impatto erano felici di questo, adesso rimpiangono i giorni trascorsi tra le mura della propria aula.

Scordia conta diversi istituti scolastici: CD. C Collodi (scuola primaria), I.C.S. G. Verga, I.C. Salvo Basso, SM M. Amari – L. Da Vinci (primo grado) e il Liceo Scientifico Ettore Majorana. Tutti questi hanno fatto fronte all’emergenza attuando le lezioni on line. Il tutto è organizzato nei minimi dettagli ed i ragazzi non possono astenersi dal fare né i compiti per casa, né dal seguire le lezioni cosi da mantenere fede alle spiegazioni degli insegnati e alle interrogazioni. Nessun bambino / ragazzo potrà sviluppare lagune, gli insegnanti seguono i progressi degli alunni e garantiscono il loro diritto allo studio. Non essere presente alla lezione on line equivale, a tutti gli effetti, ad un’assenza e, dopo un determinato quantitativo di assenze entrano in gioco i servizi sociali. Poiché la scuola è un diritto e un dovere.

Attraverso lo studio on line l’istituzione scolastica sta facendo fronte all’emergenza covid19 continuando a garantire il diritto allo studio anche se, numerosi sono i problemi informatici che si stanno riscontrando. Sia i bambini delle elementari che i ragazzi delle superiori stanno seguendo le lezioni on line su delle piattaforme come “argo”, “jitsi meet”, “be smart”, In realtà sono state utilizzate diverse piattaforme in modo da trovare quella pertinente alle esigenze degli insegnanti e degli alunni. In tutte bisogna registrarsi e tramite un codice stabilito dall’insegnante o tramite un link si partecipa alle video conferenze, ovvero alle lezioni video di gruppo. Bisogna attivare la telecamera e disattivare il microfono, anche se spesso si sviluppano problemi informatici. Purtroppo sia i docenti che gli alunni (nativi digitali) stanno riscontato serie difficoltà nell’utilizzo delle piattaforme, risultate troppo confusionarie e spesso impallate. Skype sta riscontrando un enorme successo poiché partecipare a videochat per le interrogazioni è davvero molto semplice. I “compiti per casa” vengono inviati dagli insegnanti sulla piattaforma e i ragazzi quando li avranno svolti li dovranno rimandare al mittente che segnerà con un visto o con un voto la correzione degli esercizi.

La didattica on line è un modo di studiare del tutto nuovo che ha rotto gli equilibri più che dei docenti, dei ragazzi. Questi hanno subìto un cambiamento totale a livello scolastico, di socializzazione e condivisione. Maggior attenzione va dedicata a loro. Per questo motivo, simpaticamente alla piccola scordiense Asia Cunsolo, frequentante la 1B dell’istituto G. Verga, abbiamo chiesto il proprio punto di vista e ci ha risposto cosi: “Mancano i compagni di classe, mancano molto. Ogni giorno tra i banchi di scuola scherzavamo soprattutto durante la ricreazione. Bella la ricreazione! Voglio tornare a scuola anche se ci siamo un po’ adeguati: tramite queste piattaforme io e i miei compagni di classe ci riuniamo, creiamo delle videochat di gruppo e li studiamo insieme per le interrogazioni. Mancano tanto anche gli insegnati, guardarli da una web non è bello! Loro durante le interrogazioni sono molto tolleranti e noi sempre presenti. Purtroppo spesso si verificano problemi di connessione.  Adesso è in corso una nuova piattaforma, ma se la userà tutta l’Italia non si rischia di creare un sovraccarico? Voglio tornare a scuola con i miei compagni!”.

Nicoletta Fortunata Dammone Sessa