Fase 2, Salvo Pogliese: “Sì, sono deluso dalle parole di Conte, mi aspettavo di più”

Tante, forse troppe contraddizioni. Questo è ciò che ha lasciato dietro sé il nuovo DPCM del premier Conte, che entrerà in vigore dal 4 maggio dando il via alla tanto agognata fase 2. In effetti le aspettative, specialmente di commercianti e imprenditori, erano alte ma sono state decisamente deluse. Ecco perché, a qualche ora dalla conferenza stampa, i sindaci di diverse città italiane hanno esortato il governo nazionale a rivedere parte di quanto già predisposto.

A farsi portavoce di questo sentimento comune è stato il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, diffondendo la seguente nota: “Insieme a tanti italiani ho provato grande delusione a rileggere il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, che di fatto rinvia qualunque sostanziale misura per fare ripartire le attività commerciali e produttive, lasciando senza prospettiva i piccoli e medi imprenditori che speravano con le dovute cautele in una ripresa. Il Governo non si è assunto la responsabilità di prendere atto della sostanziale diversità dei dati statistici del contagio tra le Regioni del Nord e quelle del Sud, trattando confusamente allo stesso modo situazioni ben diverse, visto che la Sicilia per esempio grazie a Dio ha avuto un impatto minore con il virus, per esempio rispetto alla Lombardia o all’Emilia Romagna, zone in cui la severità imposta forse poteva avere un senso. Nell’isola, infatti, seppure l’indice di contagio è ormai prossimo allo zero, bar e ristoranti ma anche parrucchieri ed estetisti e altri titolari di piccole attività, dovranno aspettare ancora un mese per poter rialzare la china, aumentando il disagio economico di un tessuto imprenditoriale e occupazionale già devastato come quello siciliano. A fronte di tale palese disattenzione, i sindaci sono ancora una volta lasciati con il cerino in mano, senza chiare direttive, sulla trincea dei bisogni dei cittadini, che si sarebbero aspettati ben altra attenzione dal Governo. Rinnoviamo all’esecutivo nazionale, con il senso di responsabilità necessario, l’appello a una maggiore incisività e a tenere conto delle oggettive differenti condizioni territoriali dei malati Covid, approntando misure che tengano conto degli effettivi bisogni locali, senza le prescrizioni confuse e contraddittorie raccontate in Tv, per evitare che disagio economico e sociale delle zone più fragili come la Sicilia, diventi drammatico e, speriamo mai, persino incontrollabile”.

Anche il sindaco di Messina, Cateno De Luca, non ha esitato a rendere pubblico il proprio disappunto in merito al nuovo DPCM: “Il premier Conte ha deciso di non decidere. Mi sarei aspettato un ragionamento completamente diverso, ma secondo me queste aperture a tappe sono sbagliate. Sono ancora mancate le precondizioni per permettere a tutti di riaprire, mi aspettavo questo dal presidente. Non sono state date indicazioni definitive per quanto riguarda gli uffici pubblici, lo svolgimento dei servizi, le turnazioni specifiche, né tantomeno su altre attività che adesso devono sapere cosa le aspetta (es. strutture balneari). Ancora una volta, stasera abbiamo subìto l’ennesima azione di un governo che non ha il coraggio di parlar chiaro alla gente e assumersi le responsabilità del caso. Se non ci ha ucciso la burocrazia, ad ucciderci sarà la burocrazia, e anche su questo fronte non ho sentito nulla se non una serie di scuse, date e dati. Bocciato su tutti i fronti, presidente Conte, la invito a rivedere la sua posizione.”