Il “disaccordo dei vescovi”, la retromarcia di Palazzo Chigi quasi immediata…

Niente messe per tutto maggio, sì ai funerali all’aria aperta con un massimo di 15 congiunti del caro estinto (a distanza di sicurezza e con obbligo di mascherina). Le chiese restano ancora chiuse insomma, e il premier è riuscito a deludere anche i vescovi. Eppure Conte aveva assicurato che dal prossimo 4 maggio i cattolici sarebbero potuti tornare in Chiesa e partecipare alla Santa Messa rispettando le condizioni di sicurezza anti-contagio.

Ma era una menzogna, su cui il premier aveva fatto esporre anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. E uno scontro così tra la Cei e il governo italiano  non si vedeva da decenni. “I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”. Lo afferma la Cei in una nota, uscita poco dopo la conferenza stampa, dal titolo “Il disaccordo dei vescovi” sui contenuti del Dpcm sulla ‘Fase 2’ illustrato dal premier Giuseppe Conte.

Inutili gli appelli del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, che rivolgendosi alle istituzioni, aveva chiesto la partecipazione alla messa dei fedeli, di riprendere le celebrazioni in sicurezza. Proprio la chiesa infatti ha visto rivoluzionate le proprie abitudini, così come quelle dei fedeli, cui è consentito di partecipare ai riti religiosi soltanto attraverso le trasmissioni televisive o in streaming. E  Papa Francesco ha recentemente ribadito che la messa senza fedeli “non è la Chiesa: questa è la Chiesa di una situazione difficile, che il Signore permette, ma l’ideale della Chiesa è sempre con il popolo e con i sacramenti. Sempre”.

Immediata la replica alla Cei di Palazzo Chigi, che suona come un dietrofront.

Già nei prossimi giorni si studierà infatti un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza.

Sull’argomento interviene anche il Comitato tecnico scientifico del Governo che parla di criticità non superabili” sulle riaperture delle funzioni religiose. Criticità per spostamenti e contatti durante le messe. Secondo gli esperti occorre attendere per poter avere una percezione dell’impatto delle progressive riaperture.
Intanto Matteo Renzi appare sconsolato, Italia Viva critica le scelte. Sull’argomento chiese nello specifico i mal di pancia sono diventati ufficiali con le dichiarazioni dei principali esponenti del partito, e la ministra Elena Bonetti twitta: “In sicurezza si potrà visitare un museo ma non si può celebrare una funzione religiosa? Una decisione incomprensibile”