L’allarme di Nuccio La Ferlita: “Non ci sono fondi per il settore dell’intrattenimento”

Come stanno affrontando il lockdown le attività del settore artistico e dello spettacolo? Nuccio La Ferlita, manager di Puntoeacapo, srl impegnata nell’organizzare di eventi e concerti, spiega quali sono state le conseguenze economiche imposte dall’emergenza.

Punteeacapo si occupa prevalentemente di organizzare concerti e spettacoli dal vivo in Sicilia e insieme si dedica alla produzione discografica. Con la chiusura di tutte attività, l’srl ha subito un arresto definitivo e perentorio. Parlando dell’organizzazione di eventi di questo tipo, dove la partecipazione del pubblico è d’obbligo e le distanze di sicurezza non possono essere mantenute, non sono previste alternative. Mentre i ristoranti hanno potuto ripiegare nel servizio a domicilio, le aziende che operano nel settore dell’intrattenimento non hanno avuto modo di rimodulare i propri servizi per garantirne il regolare svolgimento. “Se si tratta di eventi grandi come i concerti- spiega La Ferlita – non esiste modo di mantenere le distanze di sicurezza e tutelare le persone dal rischio di contagio.”

Dirette streaming, concerti online e spettacoli teatrali in video possono proporre esperienze d’intrattenimento sicure, ma “in questo modo si crea un prodotto diverso dal suo originale. Un evento dal vivo non può trovare una soluzione o trasposizione digitale perché diventa semplicemente altro.”

A seguito di questa inevitabile sospensione, sia a livello nazionale che a livello regionale, sono state poche le risorse messe a disposizione per tutelare i lavoratori del settore. “Oltre alla possibilità di richiedere un contribuito all’INPS– spiega La Ferlita – non sono stati disposti fondi specifici per le persone che lavorano all’interno del mondo dello spettacolo”.

“Noi siamo 5 dipendenti e operiamo con una serie di società di maestranze che ci forniscono i servizi necessari per realizzare gli eventi, parliamo di un numero molto ampio di persone collegate a un’unica attività. In totale i dipendenti coinvolti per organizzare tutto sono qualche centinaio. Tutti ora sono in cassa integrazione ma molti non hanno ancora percepito i fondi, aspettiamo quindi che la burocrazia faccia il suo corso e che i processi si velocizzino.” Ma per quanto riguarda invece i lavoratori a chiamata, come chi si occupa di impianti di amplificazione, chi fa il tecnico o quegli stessi musicisti che non sono nomi noti, la crisi è ancora più grave. “Non ci possiamo permettere di non lavorare, ma purtroppo sembra che ci vorrà ancora molto tempo prima che si creino le condizioni perché si possa ripartire.”  

Intanto la programmazione estiva di eventi non è stata ancora ufficialmente sospesa. “Non sappiamo ancora niente- continua La Ferlita – nessuno lo sa, perché non ci è stata data alcuna comunicazione ufficiale. Al momento la strategia di contenimento è quella di evitare contatti, come potrebbe quindi coniugarsi con gli eventi dal vivo? I concerti per questa estate non sono ancora stati annullati perché senza precise disposizioni non è possibile farlo, ma dubito potranno svolgersi come da programma. Per gli eventi che sono già salatati, invece, i biglietti venduti rimangono validi per quella che sarà la data di rinvio, anche se questa è ancora da stabilire.” Le compagnie, proprio come quelle aeree, hanno optato per l’emanazione di voucher anziché elargire un rimborso in denaro. Questi voucher generalmente hanno validità di un anno ma data l’emergenza ne verrà- probabilmente- prorogata la validità fino a 18 mesi. “Stiamo rispettando le disposizioni legislative a riguardo. Il voucher è una forma di tutela per acquirenti e rivenditori. Se oggi avessimo dovuto rimborsare i biglietti di tutti gli eventi saltati saremmo già falliti. Parte di quei soldi era stata già usata per supportare l’organizzazione, l’unica soluzione era quindi il voucher.”

Senza una mappatura precisa delle persone positive al virus il rischio di contagio rimarrà ancora alto. Non c’è da stupirsi quindi che “nessuno vorrebbe prendersi la responsabilità di dire che è possibile organizzare degli eventi anche laddove alcuni eventi possano essere rimodulati. Rispettare tutte le norme e garantire l’esecuzione di un evento comporterebbe una riduzione del pubblico di almeno il 30%. In base a cosa si preclude a qualcuno la possibilità di assistere a uno spettacolo per cui ha già pagato? Si dovrebbe replicare la serata più volte affinché tutti i partecipanti possano assistere in sicurezza, ma questo sarebbe insostenibile a livello di costi e il rischio rimarrebbe comunque alto. Non siamo nemmeno provvisti di una copertura assicurativa per poterlo fare. Le attività riprenderanno quindi solo quando potremo lavorare in assoluta sicurezza, perché la salute del pubblico è la cosa più importante. Parliamo di eventi che nascono proprio con lo scopo di far stare bene la gente, di riunirla. Il bello di un concerto è anche questo: cantare tutti insieme e abbracciare sconosciuti. Speriamo quindi di poterlo ricominciare a fare.”