“Una rivoluzione dolce attende lo sport”. Fabio Pagliara, dopo il Covid, lancia nuove idee per la ripartenza

“Necessario che lo sport reagisca e riparta”. Fabio Pagliara, segretario generale della FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica Leggera, dopo aver quasi vinto la battaglia contro il Coronavirus, ha raccontato la sua esperienza durante i giorni della malattia, alcuni dei quali trascorsi in terapia intensiva. Adesso, mentre attende il doppio tampone positivo in una stanza di albergo, con un occhio al futuro, pensa già alla ripartenza dello sport e a quali dovranno essere le modalità da adottare affinché questo avvenga.

Sembra ormai necessario che la ripartenza passi anche attraverso nuovi interventi strutturali ed emergenziali. Riguardo agli sportivi individuali, Pagliara ha evidenziato quanto, nell’ultimo periodo, si sia mostrato di grande importanza lo sport all’aria aperta proprio nel momento in cui questo è stato negato. Bisognerà dunque, adeguare le città per garantire la sicurezza e il rispetto della salute di tutti attraverso una campagna di adeguamento dello spazio pubblico alla pratica sportiva. Le città, inoltre, dovranno ripensare agli eventi sportivi che presuppongono una partecipazione ampia di atleti, creando dunque le condizioni adeguate come contingentare i partecipanti, scaglionare le partenze in alcune gare e discipline specifiche e studiando e mettendo in pratica tutti i protocolli di sicurezza adeguati all’emergenza.

Secondo Pagliara, l’emergenza sanitaria attualmente in corso potrebbe essere un’occasione importante per la trasformazione delle città con interventi volti, ad esempio, a rendere i parchi cittadini in parchi del benessere, o a costruire piste ciclabili o da running che, in altri tempi, sarebbero state anche solo impossibili da immaginare. Anche gli sport di squadra, per Pagliara, dovranno essere salvaguardati e aiutati con il contributo della tecnologia fino al momento in cui si potrà recuperare la socialità degli eventi dal vivo. Per far ciò le Federazioni dovranno scendere in campo e tutelare sia le oltre 100.000 associazioni sportive che per un principio di sussidiarietà troppo avanzato si sono sostituite allo stato, sia il volontariato professionale. Nel frattempo, allo Stato, stando alle parole di Pagliara, spetterà il difficile compito di non far morire lo sport adottando misure di assistenzialismo e realizzando un progetto organico di sviluppo: credito d’imposta, agevolazioni per l’utilizzo degli impianti e del suolo pubblico per gli eventi, interventi di salvaguardia per i lavoratori dell’indotto.

Ciò che il segretario generale della FIDAL auspica è che venga soppiantata l’improvvisazione e l’eccessivo peso della burocrazia che da sempre hanno regnato nel mondo dello sport limitando la modernizzazione di un sistema che sembra ormai essere atteso da un’improcrastinabile “rivoluzione dolce”.