Nautica, il metro in mano e lo sfogo dell’armatore Fabrizio Amico:”la distanza sociale in barca è possibile”

L’emergenza sanitaria, inevitabilmente, ha comportato numerosi danni economici su svariati settori produttivi, e adesso è giunto il momento di fare la conta. La situazione è estremamente complicata ed in continua evoluzione. Il settore del turismo” è tra i più colpiti e difficilmente potrà recuperare”, lo ha sottolineato nei giorni scorsi il premier Giuseppe Conte, specificando che il governo sta lavorando per questo con un “sostegno alle imprese turistiche e alle famiglie, sotto alcune soglie di reddito, con un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese”.

Il turismo è in ginocchio, tra speranze e molte incertezze, chi vive di questo attende risposte concrete. Nello specifico, ad oggi nulla è stato fatto per venire incontro alle esigenze dei diportisti e di chi si occupa di diporto commerciale. Parliamo di chi ha investito di tasca propria per la stagione, che in parte già è stata penalizzata. Proprio il settore della nautica italiana risulta essere tra i più importanti in un Paese costiero, tra i più colpiti dal lockdown: la sospensione delle attività produttive ha lasciato a casa oltre 100mila lavoratori e causato danni irreparabili.

Sicra Press, la nostra agenzia di comunicazione, ha voluto puntare i riflettori anche su questa realtà, dando voce a chi ha investito, a chi si è sacrificato, a chi vive nella totale emergenza. Siamo andati al porto di Riposto per incontrare Fabrizio Amico, armatore, e per ascoltare il suo sfogo.
Intanto su un punto è necessario fare chiarezza. Bisogna distinguere e non far confusione, come spesso avviene, sulla navigazione da diporto e l’attività commerciale di charter nautico. Se la prima si riferisce a quella a scopo sportivo o ricreativo, senza fini commerciali, il charter nautico, essendo attività commerciale, non può essere regolamentato allo stesso modo del diporto. Per fare noleggio, bisogna rispettare protocolli di sicurezza marittima più rigidi dell’attività ricreativa.
“Purtroppo ad oggi non abbiamo avuto risposte”, ha esordito così l’armatore Fabrizio Amico. “Il danno economico è importante – ha continuato – abbiamo registrato quasi il 100% delle disdette. Il governo dovrebbe sensibilizzarsi. Non capisco perché una famiglia di 4 o 6 persone non possa fare una vacanza in barca, ci sono lacune non indifferenti che stiamo cercando di spiegare noi armatori ai nostri interlocutori politici. Sto avendo risposta dall’onorevole Galvagno, ma non conosciamo ancora le tempistiche”, ha sottolineato Amico. A bordo, come ha mostrato l’armatore con un metro laser, “possono rispettarsi le distanze di sicurezza. Gli assembramenti possono essere evitati”. Il comandante, infatti, così come garantisce la sicurezza di navigazione, potrebbe garantire anche la distanza sociale tra gli ospiti. Si potrebbe ad esempio attribuire un numero massimo di passeggeri da ospitare in base alle misure dell’imbarcazione…