Spagna, imbarco negato a studentesse catanesi: “Da Civitavecchia avremmo preso un taxi per Fiumicino”

Naomi e Martina, due studentesse dell’Università di Catania che il 5 marzo hanno deciso di imbarcarsi su quell’aereo alla volta di Barcellona per partecipare al tanto atteso progetto Erasmus+ traineeship. Al momento della partenza non si aspettavano di certo che l’emergenza Coronavirus sarebbe andata così, ma a pochi giorni dal loro arrivo in Spagna è iniziato il lockdown. Tutto chiuso, compreso lo studio dove avrebbero dovuto svolgere il tirocinio per tre mesi. Cosa fare, a quel punto, per poter rientrare?

Abbiamo contattato il Consolato italiano a Barcellona spiegando la nostra situazione e, tra le opzioni che ci ha dato, si poteva prendere un volo con scalo in altri paesi oppure prendere una nave per la tratta Barcellona-Civitavecchia.” Sotto la supervisione degli organi di competenza, Martina e Naomi hanno così prenotato il biglietto della nave per Civitavecchia e organizzato ogni singolo spostamento dal porto all’aeroporto di Fiumicino per riuscire a prendere quel volo con destinazione Catania. Ma il giorno stesso della partenza, una volta giunte al porto di Barcellona, l’imbarco gli è stato negato: “Leggendo i nostri documenti, hanno visto che dal Porto di Civitavecchia avremmo preso un taxi per raggiungere l’aeroporto di Fiumicino. Lo avevamo prenotato perché il Decreto dice che chi rientra dall’estero non può prendere mezzi pubblici ma può utilizzare solo mezzi propri o privati. Ovviamente, non si specificava che il mezzo proprio ci avrebbe dovute portare fino al domicilio, nel nostro caso a Catania. Le soluzioni rimangono dunque l’autonoleggio o qualcuno che ti venga a prendere al porto stesso. Essendo di Catania, però, chi deve venire a prenderci deve attraversare lo stretto di Messina, e ora il presidente Musumeci ha dichiarato che la Sicilia è blindata.

Adesso Naomi e Martina stanno nuovamente pianificando il loro rientro a Catania. Pensano di acquistare un secondo biglietto per Civitavecchia e di noleggiare un auto che verrà lasciata al porto (dal momento che loro non potranno allontanarsi da lì), per poi affrontare un viaggio di più di 10 ore. Rimane però un’incognita: “Ci lasceranno attraversare lo stretto, o ci bloccheranno? – chiedono le due studentesse al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – In questo modo non solo siamo bloccate qui, ma ci viene negato anche il diritto allo studio perché a giugno inizierà la sessione d’esami e noi non abbiamo modo di studiare. Se ci avessero dato il giusto aiuto e supporto, una soluzione l’avremmo trovata prima. Ma la verità è che c’è disinformazione e siamo nelle mani di nessuno.