Scontro Bonafede-Di Matteo: dove sta la “vera” verità?

Non è bastata a placare le polemiche la nomina del procuratore generale presso la Corte di Appello di Reggio Calabria del Dott.Dino Petralia a capo del Dap, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria dopo le dimissioni di Francesco Basentini comunicate al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Dimissioni presentate in seguito alle polemiche sulle scarcerazioni dei boss mafiosi e delle rivolte dei carcerati durante l’emergenza COVID19.

Le vicende legate, anche quelle passate, alla nomina a capo del Dap , tornano nuovamente con forza nel dibattito politico nazionale dopo l’intervento del Dott.Di Matteo nella trasmissione televisiva condotta da Giletti sul La7 e la risposta del Ministro Bonafede. E’ stato un vero botta e risposta televisivo, quello avvenuto durante la trasmissione “Non é l’Arena”. Con la telefonata del Dott.Di Matteo che per primo ha affermato che nel 2018 Bonafede gli aveva offerto di dirigere il Dap, offerta che sarebbe poi venuta meno, dopo la reazione di alcuni boss detenuti al 41 bis, intercettati, preoccupati per la nomina di Di Matteo al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria. “Venni raggiunto da una telefonata del ministro che mi chiese se ero disponibile ad accettare l’incarico di capo del Dap o in alternativa quello di direttore generale degli Affari penali, il posto che fu di Falcone“, ha detto Di Matteo. “Io chiesi 48 ore di tempo per dare una risposta. Nel frattempo alcune informazioni che il Gom della polizia penitenziaria aveva trasmesso alla procura antimafia e anche al Dap avevano descritto la reazione di importantissimi capi mafia: se nominano Di Matteo per noi è la fine“. Di Matteo racconta quindi che “andai a trovare il ministro dicendo che avevo deciso di accettare l’incarico al Dap, ma improvvisamente il ministro mi disse che ci aveva ripensato e nel frattempo avevano deciso di nominare il dottor Basentini“. “Ci aveva ripensato o forse qualcuno lo aveva indotto a ripensarci“, ha detto fra l’altro Di Matteo. Bonafede, che invece propose al magistrato la direzione degli Affari penali del ministero, ha telefonato subito dopo sempre in diretta durante la trasmissione, dicendosi “esterrefatto“, perché la circostanza che lui avrebbe cambiato decisione dopo aver saputo dell’intercettazione (“che peraltro era già stata pubblicata“) “non sta né in cielo né in terra“. Bonafede ha aggiunto che l’incarico di capo degli Affari Penali che Di Matteo ha poi rifiutato, “non era un ruolo minore , ma più di frontiera nella lotta alla mafia. Lo stesso incarico che ricoprì Giovanni Falcone“. “Non sto chiamando – ha proseguito il ministro – né per difendermi né per dare chiarimenti, io metto davanti i fatti perché nei miei quasi due anni da ministro ho portato avanti solo leggi scomode, che mi fanno vivere sotto scorta, ho firmato 686 atti per il 41 bis. La questione – ricostruisce Bonafede – è molto semplice: io ho chiamato il dottor Di Matteo per la stima che ho nei suoi confronti, parlandogli della possibilità di fargli ricoprire uno dei due ruoli, o capo del Dap o direttore degli Affari penali, dicendogli che era mia intenzione farlo scegliere praticamente a lui, anche se ne avremmo parlato insieme. Nella stessa telefonata Di Matteo mi chiarisce che c’erano state nelle carceri delle intercettazioni” nelle quali i detenuti avrebbero espresso la loro contrarietà alla sua nomina al Dap: “credo abbiano detto ‘facimmo ammuina‘”. “Non sono uno stupido – continua il Guardasigilli – sapevo chi è Di Matteo, sapevo chi stavo per scegliere, e tra l’altro l’altro quella intercettazione era già stata pubblicata e sono intercettazioni di cui il ministro dispone perché le fa la polizia penitenziaria. Il fatto che il giorno dopo avrei ritrattato quella proposta in virtù di non so quale paura sopravvenuta non sta né in cielo né in terra. E’ una percezione del dottor Di Matteo. Quando lui è venuto al ministero gli ho detto che tra i due ruoli per me sarebbe stato molto più importante quello di direttore degli Affari penali perché era molto piu’ di frontiera nella lotta alla mafia. Quindi non gli ho proposto un ruolo minore nella lotta alla mafia. E a me sinceramente era sembrato che alla fine dell’incontro “fossimo d’accordo“. “Io oggi non ho fatto interpretazioni – ha replicato Di Matteo – ma ho raccontato dei fatti precisi e li confermo. Preciso che non si trattava di una sola intercettazione, ma in piu’ sezioni di 41 bis c’erano state dichiarazioni fatte ostentatamente dai detenuti che, gridando da un piano all’altro, dissero che ‘se e arriva Di Matteo questo butta la chiave’. “Mi pare che il ministro abbia confermato i fatti, io non do interpretazioni“.

Fin qui i fatti ma sarebbe utile che in primis il guardasigilli Alfonso Bonafede dovrà spiegare in modo chiaro e senza lasciar dubbi perché l’accusa di Di Matteo è falsa, ma sopratutto dimostrare di non aver coinvolto nella sua scelta il governo di allora, e in special modo il presidente del consiglio Conte. Sarà una prova dura per l’esecutivo.

Ma c’è anche qualcosa che dovrebbe spiegare anche il dottor Di Matteo. Per inciso il dott. Antonino Di Matteo è un encomiabile protagonista della lotta contro la mafia siciliana che lo stato svolge quotidianamente.

Ma anche da lui l’opinione pubblica si aspetta alcune risposte.

Innanzitutto: perché proprio adesso e immediatamente dopo le polemiche in seguito alle dimissioni Francesco Basentini ??

Perchè non dirlo subito e perchè aver taciuto per due anni?

Perché non ne ha mai esposto la problematica anche in vista dell’elezione al Consiglio Superiore della Magistratura?

Perché quel torto che afferma di aver subito su pressione della mafia è restato segreto?

E ancora: il dottor Di Matteo che aveva partecipato due mesi prima della mancata nomina al forum “Sum” organizzato a Ivrea da Davide Casaleggio alla presenza di tutto lo stato maggiore del M5S per caso in quell’occassione gli era stato chiesta la disponibilità per un ruolo di governo nell’esecutivo Lega-M5S che stava per nascere? Al Governo si prospettano giorni turbolenti e se il buon giorno si vede dal mattimo probabilmente siamo prossimi ad una crisi di Governo?