Covid 19: Italia governata dalla diarchia caos – paura, mentre continuano le tragedie (l’ultima ieri…)

Le notizie di una lunga e sconcertante crisi legata alla pandemia da Covid-19, continuano ad imperversare in una nazione come l’Italia, dove al momento sembra regnare una diarchia composta da caos ed incertezze. Nella giornata di ieri, un piccolo imprenditore di 57 anni, si è tolto la vita impiccandosi nei capannoni della sua azienda alla periferia est di Napoli che, a detta di familiari e amici, era oppresso dalle conseguenze della crisi economica legata al coronavirus. Non sono mancate le parole di cordoglio da parte del presidente del consiglio Giuseppe Conte, rammaricato per l’insano gesto definendo la notizia “dolorosa”; ha poi parlato di un periodo di lunghe sofferenze e sacrifici da parte di tutti.


L’escalation verso il basso della curva dei contagi, lascia presagire delle decisioni uniformi da parte del governo, che dovrebbe, in antitesi con l’ultimo decreto del 4 maggio, anticipare alcune riaperture tra saloni di bellezza, parrucchieri e ristoranti, anche se il divario di contagiati tra le regioni del Nord quali Lombardia, Piemonte e Veneto e il resto dell’Italia si fa sempre più largo. Ma al momento, come sottolineato più volte, a spaventare più di un regresso ad un nuovo look down, è la crisi economica che sta attanagliando e togliendo il respiro a tutto il mondo del lavoro, con lo spettro della previsione di crollo del PIL del 9,5%,così come riportato dal commissario Ue all’economia, Paolo Gentiloni, che si fa sempre più reale.


Il mese di maggio, così come sottolineato dal governo, sarà cruciale per l’Italia, anche se al momento resta alta la tensione, con il decreto di maggio messo in stand by. Si procede per strappi, tra minacce di dimissioni, mediazioni e frenate. Si litiga su tutto, dalla regolarizzazione dei migranti al campionato di calcio, dal reddito di emergenza alle misure per le imprese. E così rischia di slittare ancora la maxi manovra da 55 miliardi per dare sostegno all’economia; si punta a un Consiglio dei ministri nel weekend ma nulla è ancora scontato, in quella che somiglia sempre più a una corsa contro il tempo.


Intanto continuano ad animarsi piccole forme di protesta da parte di alcuni imprenditori, insoddisfatti ed impossibilitati ad aprire le proprie attività, nonostante il via libera del decreto del 4 maggio, in quanto non tutelati economicamente dallo stato, circa 20 tra ristoratori e dipendenti, hanno deciso di manifestare in maniera pacifica, mantenendo il distanziamento sociale, decidendo così di ritrovarsi sotto l’Arco della Pace. Hanno manifestato attorno alle sedie vuote dei loro locali che avevano simbolicamente portato in piazza, in quanto non si sa più come far fronte ai problemi quotidiani legati alla chiusura delle attività. Su settemila esercizi a Milano si stima, che 2 mila non riusciranno ad riaprire, e molti di quelli che ce la faranno rischiano di restare vuoti. Ma nonostante la protesta, è stato inevitabile l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno sanzionato i dipendenti e i titolari dei ristoranti per assembramento, con una sanzione di 400 euro.


Dunque sembra ben chiaro che se lo Stato non dovesse trovare delle soluzioni idonee, continuando a non applicare i fondi di liquidità per la tutela delle aziende, dei cittadini e dei lavoratori; una pericolosa “bomba sociale” sembra pronta ad esplodere, rischiando di distruggere, vite, certezze e speranze di chi fino ad oggi, con ingenti sacrifici, ha costruito la propria vita professionale.