“Il Governo ci ha delusi: chiediamo normative per ripartire”, Franz Trovato riflette sugli scenari del turismo

Turismo, settore alberghiero, ristorazione, tra i più colpiti dell’emergenza Coronavirus. Giunti a metà maggio ancora tutto tace: gli albergatori sono in attesa di linee guida ben precise da parte del Governo per rimettersi in marcia e tornare quindi al proprio lavoro. “Momento critico. Il peggio deve ancora venire. Siamo delusissimi delle misure adottate fino adesso. Abbiamo bisogno di normative, protocolli, di poche regole, ma chiare e precise per ripartire. Siamo in ritardo”, ha esordito così nella nostra intervista l’avvocato Franz Trovato, nonché proprietario del Grand Hotel Yachting Palace di Riposto. Gli albergatori quindi necessitano di linee guida sul comportamento da adottare in ogni situazione, dall’accoglienza alla sanificazione dei locali, alle misure anti-Covid. “Dobbiamo sapere come far usufruire agli ospiti della piscina, del ristorante, come organizzare il buffet, se siamo obbligati a monitorare la febbre sia all’ingresso che all’uscita, anche per farci un’idea sui costi da affrontare”, ha continuato così Trovato, che poi ha anche evidenziato il problema legato alle responsabilità nei confronti dei dipendenti: “In caso di eventuale contagio all’interno della struttura e quindi sul posto di lavoro , sarebbe considerato come infortunio, non come malattia, come dovremmo giostrare questa situazione? Come comportarsi anche nei confronti degli ospiti?”. Troppi punti interrogativi, insomma, a cui ancora il Governo non dà risposta. “Tanto di cappello a chi è rimasto aperto perché sicuramente ci è andato sotto – ha proseguito l’avv. Franz Trovato. Non tutti hanno adottato, tra le altre cose, le stesse precauzioni. Non abbiamo indicazioni, ognuno le ha applicate ad interpretazione della circolare 184 anti-Covid, oltre che in base alle proprie possibilità”.

Come vi state organizzando intanto con le misure anti-Covid?
“Stiamo sanificando, pulendo i locali, sterilizzando tutto, ultimando piccoli lavori di manutenzione.  Vorremmo riaprire da giugno sia con l’albergo assistito (che si rivolge alle persone anziane e alle loro famiglie), che con il servizio alberghiero vero e proprio.

Se dovesse lanciare un appello al Governo o alla Regione, cosa chiederebbe?
“Necessitiamo di poche regole, ma chiare e precise che ci permettano di prendere le giuste precauzioni senza snaturare le strutture, e di non appesantire l’attività dell’imprenditore che si ritroverà a dover affrontare nuovi investimenti”.

A proposito di sanificazione: dovrà essere fatta periodicamente e a spese vostre…
“Esatto, noi facciamo la sanificazione da sempre, così come le pulizie ordinarie. Se si esagera con le restrizioni e gli obblighi però molti non riapriranno. Ci aspettiamo che almeno intervengano per non vessarci più del dovuto, di non esagerare con le responsabilità degli amministratori, che non se ne lavino le mani. Il Governo deve capire che se non si accende la macchina, benzina non se ne chiede più, e quindi ci si ferma, la macchina finisce in garage”.

Quale lo scenario di chi ha investito nel settore turistico?
“Mi sono confrontato con tanti colleghi, la maggior parte pensa di non riaprire, di vendere, di cambiare aria. Abbiamo perso tutta la programmazione del 2020, e anche il 2021 è compromesso. Tutto è bloccato, non ci sono certezze, voli, riaperture dei confini. Il settore prenderà una batosta anche l’anno prossimo. Se un settore turistico perde un anno o più diventa tutto molto complicato”…

 

Graziella De Maria

 

 

 

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