Disastro Turismo? Ecco i suggerimenti di Mario Amoroso a Conte e Musumeci…

Lettera accorata sulla crisi del turismo (e sui lavoratori stagionali…) del presidente del Consiglio Unione dei Comuni Mario Amoroso al primo ministro Giuseppe Conte e al Governatore Nello Musumeci.

 Egregio signor Presidente del Consiglio, On.le Giuseppe Conte

Egregio signor Presidente della Regione, On.le Nello Musumeci

In questo  momento storico di grave crisi sanitaria ed economica sento il dovere di rappresentarLe il nostro stato d’animo e dare voce  alle proposte dei nostri concittadini, lavoratori stagionali e atipici che chiedono con forza a questa Istituzione comprensoriale, composta da sei comuni che basano la loro economia sul turismo, di poter esprimere il disagio che stiamo attraversando.

Al fine di salvaguardare tutte le categorie dei lavoratori colpite dai risvolti di questa pandemia mi faccio loro portavoce:  Come ben noto, il turismo è la forza motrice dell’economia dell’hinterland sia per i dipendenti che per gli imprenditori, ma anche, non per ultimo, per le casse comunali. Poiché le sopracitate categorie non sono state adeguatamente salvaguardate durante questa situazione emergenziale, spontaneamente sono nate delle iniziative da parte dei lavoratori stessi, allo scopo di raggiungere e sensibilizzare le istituzioni, in modo da ottenere i giusti sostegni per affrontare questo periodo di forte incertezza.

Si rappresenta  la necessità di un aiuto e urgente chiarimento interpretativo in ordine alla applicabilità dell’art. 29 del decreto-legge 17 marzo 2020 n.18, c.d. “Cura-Italia” ai lavoratori stagionali. Ad oggi, risulta che per  i lavoratori stagionali, assunti da aziende, il cui codice ATECO non sembra  essere contemplato fra quelle attività economiche in tabella nella circolare INPS n° 49 del 30/03/2020, non è stata elargita  la somma prevista dell’ art.29 del Decreto Cura Italia, il quale recita quanto segue: “ ai lavoratori stagionali dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione è riconosciuta una indennità per il mese di marzo pari a 600 euro”. Si tratta, pertanto, di una indennità una tantum di 600 euro di cui beneficiano i lavoratori stagionali.

Il provvedimento costituisce, un importante segnale di attenzione nei confronti di una platea di destinatari il cui livello di tutela è generalmente inferiore rispetto ad altre tipologie di rapporto di lavoro e proprio alla luce di questo, non si comprende per quale motivo i lavoratori stagionali dovrebbero essere esclusi da tale beneficio previsto. Qualora la questione fosse solo interpretativa, ovvero non fosse chiara, la platea dei destinatari del sussidio previsto, a mio avviso ritengo debbano essere individuati nel senso più ampio, come del resto suggerisce il contenuto preciso della disposizione.

A parere dello scrivente è evidente che la norma è volta a tutelare le sorti dell’ ingente numero di lavoratori stagionali del turismo che stanno vedendo le loro opportunità occupazionali azzerate a causa del crollo della domanda turistica derivante dall’ emergenza epidemiologica in corso, a prescindere dalla forma di impiego. In tale prospettiva, si tratta di una misura che deve avere carattere generale e che quindi deve tutelare senza distinzioni ed in modo paritario tutti i lavoratori stagionali del settore turismo. I suddetti lavoratori stagionali, nel periodo dell’ emergenza Covid-19, hanno attinto a proprie risorse economiche attraverso gli strumenti degli ammortizzatori sociali, di cui erano in possesso, per un periodo limitato. L’altro punto riguarda la Naspi, per la quale i lavoratori si augurano un intervento al riguardo, e che ad oggi non risulta essere uno strumento idoneo in grado ad assicurare una copertura economica adeguata al momento storico che stiamo vivendo. Pertanto si auspica il ripristino del vecchio ammortizzatore sociale (ASPI).

In tal senso si propongono  degli interventi efficienti e delle misure per la categoria di lavoratori stagionali per il periodo 2020/2021, fino alla normale ripresa economica.

Le misure che potrebbero essere prese in considerazione sono:

–           NASPI in deroga per detto periodo;

–           i giorni dall’ entrata in vigore del decreto Cura Italia fino alla stagione marzo 2021 non devono essere decurtati dalla NASPI maturata;

–           esonero dei contributi a carico dei datori di lavoro nel periodo 2020/2021 che  instaurano rapporti di lavoro con i lavoratori stagionali.

 Il mancato intervento in tal senso, in questo momento particolarmente difficile, temo possa essere interpretato come  una disparità nei confronti di alcuni lavoratori e  di conseguenza  potrebbe sfociare in vere e proprie situazioni di allarme sociale.

Certo di una fattiva collaborazione, e augurandoci tutti, che la problematica possa essere risolta in tempi brevissimi, e di poter informare i lavoratori dell’ imminente soluzione positiva della questione, porgo i miei più cordiali saluti.  

f.to Il Presidente del Consiglio Unione dei Comuni, dott. Mario E. Amoroso