Spaccio e furti in casa: 11 arresti a Catania


Blitz importante dopo delicate e complesse indagini sviluppatesi su due filoni. Su delega della Procura di Catania, i finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale etneo nei confronti di 11 persone (10 ristrette in carcere e una agli arresti domiciliari) indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (principalmente cocaina e marijuana) nonché all’esecuzione di furti aggravati anche in abitazioni“

Mentre seguivano la pista della droga, i finanzieri hanno accertato che il gruppo si occupava anche di furti in abitazione e in esercizi commerciali “con spaccata”.

Il primo gruppo finito nel mirino degli inquirenti ruota attorno a Carmelo Russo detto “Turazzo”, “la cui abitazione di Misterbianco – conferma la Procura – fungeva da centrale operativa dello spaccio oltreché sede di incontri con pregiudicati e soggetti sottoposti a provvedimenti di sorveglianza speciale della pubblica sicurezza”. Carmelo Russo, insieme al fratello Mario, condannato per l’appartenenza al clan dei Cursoti Milanesi, “mantenevano costanti relazioni con fornitori (palermitani e calabresi) ed acquirenti (localizzati a Messina, Siracusa, Motta Sant’Anastasia, Portopalo di Capopassero)”.

LA MAPPA – Filadelfo Innao (cl.1957) e Cirino Giannetto (cl.1971) sarebbero stati i detentori della “cassa comune” del gruppo criminale e, quando necessario, corrieri dello stupefacente acquistato o da cedere”. Emanuele Pavone (cl.1966) “si occupava della fase di approvvigionamento degli stupefacenti nonché della vendita in territorio messinese”. E ancora, secondo quanto risulta dagli accertamenti eseguiti dai finanzieri, Antonio Bevilacqua (cl.1974) e Antonio Pelle (cl.1986), entrambi reggini, esarebbero stati “stabili fornitori di cocaina della formazione criminale catanese”.

Altro filone. Nelle indagini è stata coinvolta anche l’associazione a delinquere “guidata” da Vito Danilo Caputo (cl.1989), Pio Giuseppe Scardaci (cl.1986) e composta da Alfio Stancapiano (cl.1994) e Carmelo Motta (cl.1985) – i primi tre sono stati ristretti in carcere, il quarto ai domiciliari – “i quali erano autori seriali di furti, anche tentati, in appartamento”.

Come gruppo si muoveva così: gli uomini osservavano con attenzione le auto posteggiate, per verificare se il proprietario avesse dimenticato, in auto, le chiavi di casa. Immediatamente dopo scattavano i furti, dopo un appostamento, senza lasciare alcun segno di effrazione.