Catania senza pace, in bilico tra la salvezza e il rischio fallimento…

In casa Catania non si parla d’altro. Tutta l’attenzione è rivolta all’udienza del 25 maggio, quando il Tribunale fallimentare di Catania deciderà sull’azzeramento del Consiglio d’amministrazione del club rossazzurro e sulla nomina degli amministratori giudiziari perché ristabiliscano la legalità gestoria. Epilogo che dovrebbe essere scontato visto che l’unico membro rimasto in carica del CdA è il presidente Astorina, mentre il vice presidente Ignazio Scuderi e l’ad Giuseppe Di Natale hanno abbandonato il timone.
Il 25 maggio, in ogni caso, non sarà dichiarato il fallimento del Catania. La nomina degli amministratori giudiziari, richiesta dalla Procura etnea, servirà a ricapitalizzare l’asset societario o ad accelerarne la cessione. Se nessuna delle due alternative andrà a buon fine, solo allora si potrà dichiarare il fallimento.
Ma tutto fa pensare che gli amministratori giudiziari propenderanno verso la cessione all’unica alternativa possibile: la cordata di Pagliara e Pellegrino, che oggi ha costituito la “Sport Investment Group Italia S.p.A” con un capitale sociale di 55 mila euro destinato ad aumentare fino a 5 milioni. La Spa, composta per ora da undici imprenditori, presenterà nei prossimi giorni un’offerta d’acquisto a Finaria. Offerta che dovrà essere ritenuta congrua anche dalla Procura perché si possa avviare una trattativa. Tutto ciò a meno di colpi di scena o facoltosi zii, questa volta magari dagli Emirati Arabi, pronti a comprare il club… o a bluffarlo.
Tornando alla cordata, l’incontro di ieri tra Maurizio Pellegrino, il sindaco Pogliese e l’assessore allo sport Parisi ha sortito gli effetti sperati. Il primo cittadino ha assicurato che rafforzerà la Spa, cercando il supporto di nuovi imprenditori e investitori che sposino il progetto della cordata e l’obiettivo di salvare 74 anni di storia.
Con questi presupposti, il rischio di fallire dovrebbe essere scongiurato. Non si dimentichi però che, se il Tribunale dovesse dichiarare il fallimento, la cordata si farebbe da parte. La Spa è infatti in questo caso una società di scopo, col solo obiettivo di salvare il Catania. In caso contrario, non avrebbe più motivo di esistere.
Secondo quanto raccolto dalla redazione di Catanista, invece, il Catania avrebbe richiesto di entrare in concordato preventivo con continuità aziendale. Il che significherebbe solo una cosa: Pulvirenti controllerebbe tutte le operazioni di ripristino della società o legate alla sua cessione. Insomma, l’ultima parola spetterebbe a Finaria e non alla Procura. Ma quest’ipotesi non è stata ufficializzata.
Nel frattempo Torre del Grifo resta in stand by. Gli allenamenti della squadra resteranno sospesi fino al 14 giugno. Sempre che i giocatori, in rottura di collisione con la società per il mancato pagamento degli stipendi, si presenteranno al Village. Insomma, la stagione sembra proprio finita…