Lampedusani in piazza per ospedale e chiusura hotspot: “Accoglienza solo a scapito nostro”

Un comitato spontaneo per far valere i diritti dei cittadini di Lampedusa. È quello che Attilio Lucia e Giacomo Sperlazzo hanno deciso di costituire, mettendo da parte ogni tipo di idea politica e facendo invece prevalere la volontà di essere ascoltati: “Noi abbiamo messo da parte le idee politiche, perché la politica a Lampedusa in questo momento non serve. Così abbiamo deciso di formare questo comitato spontaneo per il bene dell’isola, e finalmente la popolazione è d’accordo con noi. Tanti lampedusani sono ormai stanchi di questa politica che viene nell’isola solo per le passerelle, e hanno visto il nostro impegno nel nostro comitato spontaneo per farci sentire.

Lampedusa, da tempo non è più soltanto una meravigliosa isola che accoglie turisti da ogni dove. Da 35 anni ormai accoglie quotidianamente centinaia di immigrati in cerca di pace e di un futuro migliore che, dopo aver attraversato il Mediterraneo, trovano rifugio al Centro di primo soccorso e accoglienza. Persone in cerca d’aiuto, che lo trovano anche tra i lampedusani sempre pronti ad andargli incontro, purtroppo molto spesso a scapito delle loro stesse necessità.

Ecco il perché di un comitato spontaneo che, avendo già raccolto la volontà di oltre 400 persone, chiede al comune di garantire anche la salute dei lampedusani. Infatti, chiede la costruzione di un ospedale che permetta ai residenti di essere curati nell’isola e non doversi recare altrove per farlo: “Finalmente il comune ci ha ascoltati e mercoledì ha riunito il consiglio comunale accettando le nostre idee. Abbiamo già raccolto tantissime firme, e stiamo continuando a raccoglierne sia per l’ospedale che per la chiusura del centro d’accoglienza. Sì, perché i lampedusani sono stanchi e vogliono rispetto non perché siamo razzisti, perché non lo siamo: soltanto noi sappiamo cosa significa fare accoglienza e abbiamo aiutato tanto queste persone che scappano dalla fame e dalla guerra. Ma purtroppo noi non possiamo accoglierli sempre a scapito dei lampedusani che vengono messi da parte. Vogliamo soltanto che Lampedusa torni a respirare, perché si parla solo d’accoglienza mentre si hanno disagi enormi. Non abbiamo un ospedale come si deve, e una persona che sta male non può permettersi di partire per andare a Milano o Bergamo per poter essere curata. Proprio mercoledì, durante il consiglio comunale, il sindaco ha accettato la nostra richiesta di costruire un ospedale e porterà avanti la proposta. Continueremo a farci sentire.