Sanità siciliana senza pace: i responsabili del Covid volevano sbattere la porta…

Non c’e’ pace nella sanità siciliana ma nessuna guerra!!!

Dopo lo scossone giudiziario che ha visto finire agli arresti domiciliari Antonino Candela, l’ex manager dell’Asp 6 di Palermo e attuale coordinatore per l’emergenza coronavirus in Sicilia.

Le giornate scorse, per la sanità siciliana, sono state ricchi di colpi di scena iniziata con la revoca dell’incarico del dott.Candela e proseguita con tanto di minaccia di dimissioni da parte degli esperti scientifici voluti dal Presidente Musumeci nel comitato tecnico scientifico siciliano per l’emergenza Covid19.

Le divergenze tra il comitato tecnico-scientifico regionale Covid-19 e i funzionari della regione nascono quando in conferenza stampa a palazzo d’Orleans l’assessore alla Salute Ruggero Razza illustra il nuovo piano sanitario in vigore dal 25 Maggio.

Nonostante la notte di mediazione nel primissimo pomeriggio, dopo la firma della circolare che apre la Fase 2 della sanità, i membri medici del comitato hanno inviato una mail rimettendo il mandato nelle mani del presidente della Regione nello Musumeci che li aveva nominati e ringraziandolo per la fiducia accordata.

I tecnici non hanno condiviso i provvedimenti assunti dall’assessorato alla sanità, che non recepiscono nei loro provvedimenti due delle misure-chiave suggerite dalla commissione in un parere di oltre due settimane fa.

Gli esperti contestavano in particolare l’abolizione di fatto dei Covid hospital. L’intenzione della Regione a partire dal 25 maggio, è di riavviare tutte le attività sanitarie finora sospese e per i pazienti covid positivi si prevedono posti letto “con relativi e adeguati percorsi separati all’interno di tutte le strutture ospedaliere”.

Ciò significa che gli eventuali nuovi casi potranno essere trattati in tutti gli ospedali della regione, anche quelli che nella fase 1 sono stati esclusi. Di fatto diventano ora tutti ospedali misti.

Un madornale errore secondo il comitato tecnico scientifico siciliano che invece aveva chiesto di mantenere per i prossimi due mesi almeno sei ospedali Covid dedicati con 1200 posti letto e 130 di Terapia intensiva disponibili, Covid center per i ricoveri dei nuovi casi da attivare in 48 ore e infine ospedali Non-Covid con aree grigie per i casi sospetti e la possibilità di riconvertirli in Covid in una settimana in caso di aumento improvviso dei contagi.

L’altro punto contestato dai tecnici è la decisione di non sottoporre tutti i pazienti in attesa di ricovero programmato a tampone prima. Nel piano regionale il tampone pre-ricovero è previsto solo per chi deve essere sottoposto a procedure anestesiologiche (ovvero chi deve sottoporsi a intervento chirurgico ed essere intubato), mentre per tutti gli altri pazienti sono previsti test sierologici. Obbligo che vale sia nel pubblico che nel privato.

Una decisione che contraddice i suggerimenti dati dalla commissione e in controtendenza rispetto a molte altre regioni che invece hanno previsto tamponi per tutti coloro che devono essere ricoverati. Secondo i tecnici, infatti, i test sierologici non restituiscono l’eventuale situazione di positività in corso del paziente ma hanno un buco di almeno 8-10 giorni.


Solo nel tardo pomeriggio di venerdì , e si vocifera grazie alla mediazione del Presidente Musumeci, si è tenuto un’incontro chiarificatore tra i componenti del comitato e l’assessore Razza che ha portato gran parte dei componenti medici del comitato a fare un passo indietro: “Nessuna guerra – scrivono nove dei 13 tecnici in carica – quindi nessuna dimissione. Semmai una richiesta di un chiarimento nel rispetto dei ruoli e delle prerogrative al termine di una fase importante e al contestuale avvio di un altro percorso”. Nel corso della videoconferenza è stata sottolineata l’importanza e la rilevanza del lavoro condotto dal Cts e dall’assessorato nella fase acuta dell’emergenza Covid-19 e sono state ulteriormente definite le necessità relative all’avvio del percorso, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, che dovrà riportare alla normalità la macchina della sanità siciliana.

Il lavoro del Comitato tecnico scientifico e dell’assessorato prosegue con fiducia reciproca immutata e mai venuta meno, frutto soprattutto degli importanti risultati ottenuti nel fronteggiare l’emergenza nella sua fase più critica.

Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori confronti con l’assessore Razza per definire il graduale percorso di normalizzazione dei reparti, dei presidi, dei centri e degli ambulatori siciliani, tenendo conto dell’andamento epidemiologico. La prossima settimana, nello specifico, sono programmate delle site visit presso le strutture dell’Isola destinate ai pazienti Covid.