Famiglie in protesta a Catania: “La fame non può attendere, vogliamo spiegazioni”

Famiglie che da mesi ormai non sanno più cosa mettere a tavola: è questo l’altro volto dell’Italia che non è pronto a ripartire, rimasto ad attendere degli aiuti promessi ma mai ottenuti. Questa mattina, una rappresentanza di famiglie catanesi si è incontrata davanti l’Assessorato dei servizi sociali di Catania per protestare (rigorosamente a distanza e con mascherine) e chiedere alle istituzioni di fare qualcosa. Molte famiglie sono ancora in attesa che quel buono spesa gli arrivi, a causa di malfunzionamenti e ritardi nell’erogazione.

Sembra quindi che gli aiuti e la mobilitazione messa in atto nell’immediato non siano stati sufficienti, e c’è chi ancora grida “aiuto”. L’emergenza, adesso più che mai, si è trasformata in emergenza sociale e con il passare dei giorni non fa che aggravarsi. A sostegno di queste famiglie Potere al Popolo – Catania e il Comitato Reddito-Casa-Lavoro, che in questi mesi hanno consegnato pacchi alimentari aiutando alcune famiglie persino nella compilazione delle richieste da presentare; ma adesso, si chiedono spiegazioni a gran voce: “Non è assolutamente accettabile che tante famiglie siano rimaste senza ricevere il buono spesa. Le richieste sono state 16.000 e gli assegnatari sono stati circa 7.000. Questo è inaccettabile, perché in questo momento la fame non può attendere. In questo momento abbiamo bisogno che vengano stanziati tutti i fondi che la Regione ha messo a disposizione, ovvero 100 milioni per tutti i comuni siciliani. A Catania devono arrivare 6 milioni e 600 mila euro. Abbiamo bisogno che questi fondi vengano stanziati e vengano dati come buoni spesa alle famiglie.”

I motivi che ogni famiglia ha per protestare sono diversi: c’è chi ha perso il lavoro e non ha più uno stipendio, chi non può pagare l’affitto o ha figli cui non può garantire assistenza. Le esigenze sono tante, e proprio per questo dall’Assessorato ai servizi sociali è arrivata una prima spiegazione: sul buono spesa regionale, domani si terrà una riunione tra Anci e dipartimento famiglie della regione per snellire le procedure, e già dalla prossima settimana dovrebbero essere in grado di erogare i buoni spesa. Un nuovo bando terrà invece conto in via prioritaria degli esclusi dal beneficio dello scorso, sempre nel riquadro delle misure compatibili che chiede la Regione. La procedura sarà online e verranno messi a disposizione degli uffici per aiutare nella compilazione della domanda, previo appuntamento. Inoltre, è stata data risposta solo per il 30% di quello che è il totale stanziato dalla regione, per cui solo 1.800mila euro saranno momentaneamente disponibili, mentre non si sa ancora nulla per il restante 70%. L’assessore spera che una volta finiti questi primi buoni spesa verranno erogati i restanti, e per questo si chiedono ulteriori chiarimenti alla Regione Siciliana. Infine, sul criterio della residenza si faranno le dovute considerazioni poiché questo esclude una fetta della popolazione che ha ugualmente bisogno: si valuta se le risorse del PON Metro possano essere utili per dare sostegno alimentare al terzo settore, con misure più stabili per i prossimi 12 mesi.

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