Le vacanze estive? Salteranno per più di un italiano su due…

L’emergenza coronavirus ha cambiato un paradigma che fa parte della cultura e della tradizione in Italia. Le vacanze estive salteranno per tantissimi italiani.

A non partire per le ferie sarà più di un italiano su due (55,2%) ovvero, in totale, oltre 24 milioni di individui. Il dato, emerso dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta, è piuttosto cupo visto che, confrontando i dati con quelli del 2018, quando a rimanere a casa erano stati circa 8 milioni di italiani, è più che triplicato

Si Oltre al problema economico, si aggiunge il fattore ferie; molti dipendenti infatti, ne hanno già usufruito durante i mesi di lockdown. Anche se l’Italia comunque è in piena fase 2, gli inviti a trascorrere le vacanze nel bel paese sono stati molteplici, soprattutto da parte delle istituzioni.

Nel decreto di maggio infatti, è previsto anche un bonus vacanze, per incoraggiare a chi, avendone la possibilità, di programmare le vacanze . Questo bonus che prevede un aiuto di 500 euro per le famiglie di almeno tre persone, 300 per le coppie e 150 per i single, è garantito a chi possiede un Isee non superiore a 40 mila euro. Viene erogato nella misura dell’80%, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto (quindi sarebbero la struttura ricettiva e gli albergatori, ad anticipare il costo della villeggiatura) e per il 20% in forma di detrazione d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi. A sua volta l’hotel verrà rimborsato con un credito d’imposta, ma c’è anche la possibilità di cedere questo credito ad altri, tra cui fornitori, banche o intermediari finanziari.

L’obiettivo partorito dal governo, è quello di rendere il credito d’imposta immediatamente “liquido” attraverso gli istituti di credito. Cosa che però ad oggi appare complicata. In alternativa, si paventa la possibilità della detrazione fiscale sull’Iva o sull’Irpef. Insomma, un sistema complesso che rende la vita difficile sia per i turisti che per gli albergatori che ha scatenato molte polemiche.

Al momento infatti, le prenotazioni per soggiorni, escursioni e week end procedono a singhiozzo, soprattutto in Sicilia, dove il 70% degli indotti economici generati dal turismo negli ultimi anni, sono stati accumulati grazie ad una massiccia provenienza intercontinentale. Attualmente, con il resto del mondo in ostaggio del Covid-19, sembra realisticamente impossibile poter ottenere introiti minimi, per poter quanto meno mantenere in attività con i costi di gestione le strutture alberghiere e le aziende; con un turismo “interno” e nazionalizzato le quali proiezioni non sono per nulla positive; ma ciò che più spaventa, oltre la crisi, è quella di un lungo tempo di ripresa per il settore turistico, data l’incertezza della riapertura delle più grandi frontiere del turismo, quali U.S.A., Cina, Russia e Regno Unito.