Il turismo culturale riparte in Italia da Pompei, ma Sicilia ancora ferma ai nastri di partenza…

Riparte anche la cultura in Italia, sulla scia della Fase 2, con capo fila il paro archeologico di Pompei che nella giornata di ieri, 26 maggio, ha riaperto le porte ai visitatori, in maniera graduale, con delle regole ben precise, facendo segnare ben 104 presenze. La principale è quella che consentirà una passeggiata lungo le strade della città antica, per tornare ad ammirare i luoghi più rappresentativi del sito e godere delle loro atmosfere uniche, secondo un percorso prestabilito, su fasce orarie, e con le necessarie misure di distanziamento previste dal Ministero della Salute. Il biglietto di ingresso in questa prima fase, avrà un prezzo agevolato di 5€ acquistabile esclusivamente on-line ed al momento dell’acquisto, il visitatore potrà scegliere la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 40 persone per turno.


Ma se in Italia i beni culturali ed archeologici cominciano ad accogliere nuovamente i turisti, in Sicilia, satura di luoghi di storia ed arte, si è ancora in balia della quarantena, con i parchi archeologici, quali quelli ad esempio di Siracusa, Taormina e Naxos, ancora in fase di “sanificazione”. Come se non bastasse, il presidente della regione, Nello Musumeci, ha blindato i confini dell’isola sino al 7 giugno. Ma la situazione attualmente è questa:
È stata rinviata a data da destinarsi l’apertura dei siti del Parco Archeologico Naxos Taormina, in cui sono in corso lavori e adeguamenti alle misure di sicurezza contro il contagio del covid-19. Il Parco avrebbe dovuto riaprire il 18 maggio. Ma oltre alle procedure di sanificazione, si lavora per l’installazione dei tornelli per l’ingresso individuale: un filtro che distanzierà i turisti evitando assembramenti nell’area della biglietteria principale di via Teatro Greco e, a seguire, nel secondo ingresso di via Bagnoli Croce; contestualmente, nello stesso ingresso, sono ripresi i lavori dell’Enel per lo spostamento della cabina, mentre su uno dei Belvedere procede il cantiere per la trasformazione dell’edificio ex semaforo in una spettacolare caffetteria affacciata sul mare che, secondo il nuovo crono programma post-covid, sarà pronta ad agosto.


Simile è la situazione a Siracusa, tra il parco archeologico ed il museo Paolo Orsi, che rappresentano uno dei principali motivi di attrazione turistica per la regione; per questo, alla luce dell’ormai imminente piano di riaperture dopo la chiusura a causa della pandemia di Covid-19, Giovanni Cafeo, Segretario della III Commissione Attività Produttive all’Ars, , ha interrogato il Governo sulle prospettive e sugli interventi previsti nell’immediato futuro: “Per effetto della progressiva riduzione delle risorse disponibili ha spiegato Cafeo , le prestazioni orarie del personale addetto alle pulizie nei parchi e nei musei siciliani sono drasticamente diminuite. In particolare, presso il museo regionale “Paolo Orsi” di Siracusa le ore di lavoro giornaliero degli operatori si sono ridotte da 6 a 2, con evidenti ricadute sulla qualità del servizio e sull’igiene degli ambienti in un contesto nel quale, proprio in piena Fase 2, servirebbe al contrario incrementarle”.


“In previsione della riapertura dei siti culturali siciliani con il fine di garantire la massima sicurezza sia ai fruitori sia al personale – conclude Cafeo – ho chiesto all’assessore ai Beni Culturali e al Presidente della Regione quali interventi saranno assunti per coordinare le riaperture e con quali modalità, in relazione alle criticità evidenziate, s’intenda intervenire per garantire il ripristino dei livelli di prestazioni relative all’igienizzazione dei locali, aderendo ai nuovi stringenti protocolli di sanificazione legati alla Fase 2 della lotta al Covid-19”.
Dunque, ancora una volta, la Sicilia sembra stare sempre un passo indietro rispetto alle altre regioni, con forse troppe, ipocondriache, misure di sicurezza, che continuano a danneggiare gli operatori turistici e tutto un sistema incentrato su quest’ultimo. (foto: Corriere Mezzogiorno)