Lo sfogo di una ncc: “Abbandonati da tutti, in Sicilia 1000 aziende spariranno”

In Sicilia l’attività di noleggio con conducente rischia di sparire. Circa 440 aziende siciliane che noleggiano autobus e circa 800 che affittano autovetture rischiano di chiudere per colpa di un codice Ateco che né la Regione Siciliana né lo Stato sono riusciti a modificare nonostante le numerose proteste degli addetti ai lavori. Il codice cataloga le ditte ncc tra quelle che offrono servizi essenziali, cioè che lavorano tutto l’anno. Nei fatti, però, le aziende in questione operano da marzo ad ottobre offrendo servizi di noleggio legati alla stagione turistica. Morale della favola? Le ncc sono state costrette a lavorare anche negli ultimi tre mesi di emergenza da Covid, non guadagnando nulla per mancanza di turisti, ma anzi perdendo tutti i risparmi. Le poche che non hanno lavorato, avevano già provveduto alla manutenzione di auto, bus e van anticipando somme che non recupereranno mai. Da qui il licenziamento di centinaia di dipendenti, che aspettano ancora di entrare in Cassa integrazione o di ricevere il bonus per gli stagionali. Le ncc, peraltro, non possono ricevere aiuti dallo Stato proprio perché non rientrano nel comparto turistico. In sostanza, oltre 1000 di queste rischiano di chiudere.

Ci sentiamo invisibili, come se la categoria ncc non fosse riconosciuta dalle Istituzioni”, ha commentato Valeria Ventaloro, conducente della MV Transfer di Manlio Manno. “Eppure contribuiamo allo sviluppo del turismo come alberghi e ristoranti, sostituendo la gran parte dei trasporti pubblici. Anche noi dovremmo far parte del comparto turistico e ricevere gli aiuti statali. Invece perderemo il 90% del fatturato annuo. Per le ncc le tasse sono rimaste invariate e a ciò si aggiunge la cancellazione di tutte le prenotazioni dei turisti e i costi già sostenuti per far ripartire le auto: manutenzione, bollo, revisione e assicurazione, che è più alta del normale per la sicurezza che durante il viaggio dobbiamo garantire. Ogni due mesi cambiamo i copertoni e facciamo i tagliandi delle auto ogni 30 giorni. Insomma, abbiamo anticipato tutti i nostri risparmi e in questa stagione non li recupereremo. Consideriamo anche che in un van da nove posti adesso possiamo far entrare al massimo quattro persone. Stesso problema per i pullman. Abbiamo tutti i mezzi fermi, eppure perfettamente sanificati e dotati di gel igienizzante e mascherine. Siamo il biglietto da visita della Sicilia per il turista, ma siamo stati abbandonati.

Basterebbe modificare il codice Ateco e considerare le aziende ncc come offerenti servizi essenziali turistici perché possano accedere alle agevolazioni statali. Ma fino ad oggi né la Regione Siciliana né il Governo hanno fatto qualcosa. L’allarme era stato lanciato tre mesi fa dall’ASINCC, l’Associazione Siciliana noleggio con conducente, quando si era fermato il servizio per le gite scolastiche. L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone e l’assessore al Turismo Manlio Messina avevano garantito che ci avrebbero lavorato, ma dopo tre mesi nulla è cambiato. Lo scorso 25 maggio l’associazione si è quindi ripresentata a Palermo per protestare davanti a Palazzo d’Orleans. Circa 800 manifestanti tra imprenditori, conducenti, tour operator e guide turistiche, che non sono stati mai accolti per una presunta sanificazione del Palazzo regionale.
Da qui l’ultimo tentativo, una lettera al premier Conte. “No grazie, Signor Presidente… un altro mutuo non voglio accenderlo, mi basta quello che ho”, ha scritto Salvatore Ricca, coordinatore dell’ASINCC Sicilia Orientale, nella missiva. Se le ncc non riceveranno aiuti, rischieranno di chiudere. E ai dipendenti licenziati si sommeranno troppe famiglie a mani vuote. Non solo. Fare morire queste realtà danneggerebbe irreparabilmente il turismo siciliano.