Il prof. Vecchio a voce alta: “Sanità, Razza azzeri tutto” e sui medici: “Mortificati”

Durante la rubrica “Il Cappello di Archimede” all’interno de “L’informazione raccontata”, il professore Ignazio Vecchio ha espresso la sua opinione in merito all’ipotesi profilata sul passaporto sanitario, di fronte alla quale ha manifestato un forte scetticismo visto che, al momento, non sono ancora state rese note le linee guida per gli spostamenti tra Regioni: “Fino a quando non saranno rese pubbliche le linee guida sanitarie definitive per i movimenti interregionali è inutile dare spazio alle polemiche. A mio parere questa ipotesi è poco entusiasmante e soprattutto rappresenta ancora una volta il trionfo di quella burocrazia che tutti vorrebbero ridimenzionare”.

Secondo il professore Vecchio, si dovrebbe lasciare spazio alle riflessioni piuttosto che alle polemiche e l’attenzione dovrebbe essere focalizzata sui problemi in cui versa la sanità nazionale, con molti giovani  neolaureati in medicina, che a causa della troppa burocrazia, non trovano impiego lavorativo: “Considero la mortificazione dei giovani laureati uno scandalo nazionale. Nessuno si preoccupa di loro e nessun governo è stato in gradi di dare risposte per contrastarne la disoccupazione. È scandaloso che la focalizzazione avvenga solo sul bracciante agricolo o sull’operaio dal momento che tutti hanno pari diritto di avere aiuti e contributi. È triste vedere giovani laureati senza lavoro sapendo com’è organizzata la sanità italiana con parassiti sociali che disperdono denaro per trarre benefici privati. È vero che negli anni si è fatto molto, ma lo si è fatto in maniera sbagliata: se da un lato sono stati stanziati tanti fondi, al tempo stesso sono stati tagliati quelli per la promozione dei medici legata a un’eccessiva burocratizzazione di cui 80% dovrebbe essere abolito”.

Non sono mancate inoltre parole forti e dure in merito alla sanità siciliana, reduce dallo scandalo dei giorni scorsi che ha coinvolto alcune personalità di rilievo, dove il professore Vecchio non ha esitato nel denunciare tutta l’impalcatura del sistema sanitario, definito para mafioso e il cancro della Sicilia: “La sanità in Sicilia è il cancro del dispendio del denaro pubblico e la sua gestione ha uno stile para mafioso. Musumeci e Razza hanno superato la sufficienza per quanto fatto finora ma adesso è necessario che escano gli attributi. L’ass. Razza dovrebbe valutare l’operato dei direttori generali e sostituirli tutti. A Catania il direttore generale dell’ASP, mi denunci se dico il falso, non conosce alcune leggi sull’autorizzazione degli studi e la differenza fra studio privato e ambulatorio ed ha alcuni subalterni con scarse competenze giuridiche. Questi sono parassiti del buonsenso e della sanità siciliana. Invito inoltre i Nas ad andare in giro per la città per controllare i nomi delle case di cura dal momento che alcune di queste lucrano denaro pubblico con un nome contraffatto e i direttori generali fanno finta di non sapere. I documenti parlano chiaro.”