Ncc, l’incontro con Falcone si rivela un flop: 1000 aziende siciliane a rischio

La crisi delle aziende siciliane di noleggio con conducente si aggrava ulteriormente. Dopo le numerose proteste degli ultimi mesi, giovedì 28 maggio alcuni esponenti di noleggio con conducente ed imprenditori del settore sono stati ascoltati in video conferenza dall’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture Marco Falcone. Obiettivo? Traghettare le aziende ncc, che rischiano di chiudere per l’emergenza economica dettata dal Covid, nel comparto turistico. Ciò affinché ricevano gli aiuti statali e regionali previsti per questo settore, ai quali avrebbero pieno diritto visto che le ncc offrono servizi di noleggio principalmente ai turisti. Risultato? Un quasi flop. Falcone, nonostante la buona volontà, ha ribadito di non avere competenze in merito, ma ha assicurato che la prossima settimana (non si sa bene quando) comporrà un tavolo tecnico con l’assessore al Turismo, Manlio Messina, e il presidente di ANCI Sicilia, Leoluca Orlando, per risolvere il problema delle ncc. Ma difficilmente arriveranno risposte già la prossima settimana.

Nel frattempo oltre 1000 aziende siciliane restano in bilico e l’intero mercato del noleggio con conducente rischia di sparire in Sicilia. I mezzi ncc sono fermi da marzo per mancanza di turisti ma nei mesi precedenti i titolari avevano già provveduto alla loro manutenzione. Insomma, hanno anticipato soldi che non vedranno mai. A ciò si aggiunge il denaro speso per la sanificazione di auto, van e bus e l’assenza di linee guida che orienti i conducenti su come comportarsi. Quante persone potranno salire sui veicoli? Dovranno indossare guanti e mascherine? Serviranno dei separatori in plexiglass per proteggere conducenti e turisti? Anche perché, se il dipendente dovesse contrarre il Covid, il datore di lavoro sarebbe esposto penalmente. Problemi su problemi.

Dopo l’incontro con l’assessore Falcone è stata immediata la reazione degli addetti ai lavori, che minacciano di manifestare fin quando non riceveranno risposte concrete dalla politica.

Non abbiamo niente tra le mani”, ha commentato Salvatore Ricca. “Il tavolo tecnico con l’assessore Messina non porterà ad alcuna risposta immediata. Non entreremo nel comparto turistico e non vedremo aiuti in tempi brevi. Com’è possibile calmare una categoria disperata da tre mesi? Abbiamo aziende dal valore di 300 mila euro che oggi valgono 0. Se resteremo invisibili, a rimetterci sarà l’intero settore turistico. I passeggeri delle navi da crociera non troveranno pullman o van per portarli al mare o sull’Etna. I 75 milioni per il turismo siciliano? Ne abbiamo diritto anche noi.”

Al coro si unisce Valeria Ventaloro, conducente della MV Transfer di Manlio Manno: “Dopo il 3 giugno, quando riapriranno le regioni, non recupereremo ciò che abbiamo speso in questi mesi per i mezzi. I turisti saranno molti di meno. L’unico modo per sopravvivere sarà ricevere gli aiuti riservati al comparto turistico, ma quando ci traghetteranno verso questo settore non si sa. Il tavolo tecnico della prossima settimana servirà a ben poco. I tempi saranno lunghissimi, se ne parlerà tra 4 o 5 anni. Quest’inverno molti colleghi hanno acquistato auto nuove, che non hanno ancora utilizzato ma che si deterioreranno in ogni caso. Perderemo il 90% del fatturato annuo, ma non ci mettono in condizione di lavorare e di sopravvivere. Accendere un mutuo? Quale banca aiuta piccole imprese come le nostre? Chiediamo che lo Stato ci sostenga fino a marzo 2021, quando tutto, forse, tornerà alla normalità.

Adesso si attende la risposta della Regione. Soprattutto per dare un segnale ai lavoratori in piena crisi.