Ponte sullo Stretto: Conte ci ripensa, Renzi ci crede e Berlusconi…

L’idea di unire la Sicilia, attraverso un ponte, con la penisola è vecchia come il mondo. Per gli storici del Ponte sullo Stretto di Messina questo sogno risale alle Guerre Puniche, quando gli antichi romani avevano studiato una sorta di catena di navi da ancorare nello stretto una accanto all’altra per percorrere quei 3,2 chilometri di mare senza utilizzare un’imbarcazione.

A distanza di secoli siamo ancora allo stesso punto con il Ponte sullo Stretto di Messina che rappresenta l’eterna metafora della politica italiana in perfetto dell’italian style “vorrei ma non posso“.

A riaprire ufficialmente il dibattito pubblico sulla grande infrastruttura ci ha pensato qualche giorno fa Matteo Renzi che nel suo ultimo libro, (La mossa del cavallo) con la frase “Per vincere la sfida della povertà serve più il ponte sullo Stretto che il reddito di emergenzaha voluto riprendere il dibattito nel merito.

Ma Renzi è andato oltre e alla presentazione del suo libro ha rincarato la dose dichiarando “Il ponte sullo Stretto costerà di più se non si farà che se si farà. C’è già una gara vinta con un ricorso di un’azienda. E se non si farà questa azienda chiederà i danni allo Stato. Voteremo nel 2023, c’è bisogno di rimettere mano alle regole del gioco per una leadership del Paese consolidata sulla base del voto, o la legittimazione rischia di passare per la democrazia sondaggistica e vince chi è più popolare nei sondaggi”.

Il premier Conte ci ha provato a tenere basso il profilo affermando “Non voglio declamare opere immaginifiche. Io ho parlato di una rete infrastrutturale su cui c’e’ tanto da fare. Quando ci metteremo attorno a un tavolo valuterò senza pregiudizi anche il Ponte sullo Stretto“.

Ma nelle ultime ventiquattr’ore il partito di maggioranza relativa ha preso posizione, applaudendo le parole del Presidente del Consiglio e bloccando sul nascere questa possibile apertura.

Infatti è di qualche ora fa la nota dei deputati pentastellati delle commissioni Ambiente e Trasporti con il quale annunciano il loro No al Ponte: “L’Italia ha bisogno di tante opere utili e urgenti, dalla manutenzione della rete viaria al potenziamento della rete ferroviaria regionale e nazionale lungo lo Stivale e in particolare modo nel Mezzogiorno, per azzerare il gap infrastrutturale e creare una rete di trasporti efficiente e veloce. Sono questi, insieme a quelli per la messa in sicurezza del territorio, i cantieri effettivamente utili e prioritari. Cantieri che vanno nella direzione della tutela ambientale e della risposta alle esigenze quotidiane delle persone. Un’opera come il Ponte sullo Stretto di Messina, che da sempre il Movimento 5 stelle ritiene non utile e non prioritaria per il Paese sottrarrebbe soltanto energie e risorse a queste opere davvero urgenti e necessarie per uno sviluppo a misura d’uomo e foriero di molti piu’ posti di lavoro, per giunta stabili e duraturi“.

Ovviamente, ci ha pensato, il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ha rimarcare i problemi nella maggioranza di Governo dichiarando “Il presidente Conte ha lanciato l’idea del ponte ma sa benissimo che metà della sua maggioranza è contraria. Il metodo del ponte Morandi non può essere un’eccezione, deve diventare una regola non generalizzata. Conte al di là della sua ostentata buona volonta’ e del suo ottimismo, sa che deve fare i conti con una maggioranza che è contraddittoria“.

Non è mancata neanche la presa di posizione del partito di Berlusconi Forza Italia che con una nota ha precisato:

Quello del ponte sullo Stretto è uno dei grandi progetti di Forza Italia voluto dal Presidente Berlusconi. È quindi ovvio che noi siamo d’accordo con quest’opera ma non vorrei che la timida apertura di Conte sia solo uno specchietto per le allodole per addolcire l’opposizione. Ieri infatti il presidente del Consiglio ha parlato anche di grandi opere e di Tav oltre che del ponte sullo stretto, insomma di tutti quei dossier contro cui il Movimento 5 Stelle, di cui Conte è espressione, si è sempre battuto. Ricordiamo Beppe Grillo che nuotava nello stretto per dire che il ponte non serviva“.

Ma chi paga il prezzo salato di questo teatrino politico sono sempre i siciliani e i calabresi che da oltre cinquant’anni vengono presi in giro dai vari leader politici che ci governano. Non ci resta che ammirare nel video il rendering del ponte sullo Stretto di Messina diffuso dalla società Stretto di Messina S.p.A nel lontano 2012.

Fonte foto messinamagazine.it