Intreccio politica e mafia: rinviata a giudizio deputata di Italia Viva

Chiesti 6 rinvii a giudizio oltre a Antonello Nicosia c’è anche la deputata di Italia Viva Giusi Occhionero che avrebbe dichiarato falso per permettere l’ingresso del suo assistente in carcere.

I pm della Dda di Palermo Francesca Dessì e Geri Ferrara hanno chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati dell’operazione “Passepartout” che ha portato alla luce un presunto intreccio fra la famiglia mafiosa di Sciacca (Ag) e una parte della politica.

L’udienza preliminare, davanti al GUP di Palermo Fabio Pilato, è stata fissata per il 9 settembre 2020.

Fra i principali imputati c’e’ Antonello Nicosia, 48 anni, di Sciacca, ex assistente parlamentare della deputata di Italia Viva, Giusi Occhionero, accusato di associazione mafiosa.

Nicosia sarebbe stato, secondo gli investigatori, il braccio destro del capomafia Accursio Di Mino, 61 anni, che era tornato libero dopo 2 condanne per mafia.

A Nicosia si contesta, fra le altre cose, di avere strumentalizzato la sua funzione di collaboratore parlamentare per entrare in alcune carceri siciliane, parlare con i boss e trasmettere all’esterno i messaggi che servivano alla gestione della famiglia mafiosa.

Insieme a Nicosia e Dimino – quest’ultimo pure accusato di associazione mafiosa – figura fra i destinatari del provvedimento anche la parlamentare Occhionero che rischia di finire a processo per l’accusa di falso con l’aggravante di avere agevolato l’associazione mafiosa.

La deputata, in particolare, avrebbe dichiarato falsamente, in diverse attestazioni indirizzate alle case circondariali di Agrigento, Sciacca e Palermo che, nel dicembre del 2018, Nicosia “prestava una collaborazione professionale diretta, stabile e continuativa“. (ANSA).