Ma veramente basta un’autocertificazione per accedere al prestito della banca?

Per meglio disciplinare l’accesso ai prestiti l’ABI ha diramato una circolare con le istruzioni.

Potranno accedere al credito anche gli studi professionali e basterà presentate un’autocertificazione in banca, senza ulteriori lungaggini amministrative.

L’introduzione di un’autocertificazione con cui il titolare dell’impresa che chiede il prestito indica che la banca non è tenuta a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato è la principale novità contenuta nella circolare esplicativa diramata dell’Abi agli istituti di credito, dopo la conversione in legge del Dl liquidità appena pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Per le garanzie su operazioni di rinegoziazione, inoltre, è stato disposto che per i finanziamenti che verranno deliberati d’ora in poi la liquidità aggiuntiva dovrà ammontare al 25% (e non più al 10%), quindi con un impegno per supplementare per le banche pari al 15%.

Sono state invece escluse dal Parlamento le società che controllano (o sono controllate) direttamente o indirettamente da una società residente in un Paese o in un territorio non cooperativo a fini fiscali, a meno che la società non dimostri che il soggetto non residente svolga un’attività economica effettiva, mediante l’impiego di personale, attrezzature, attivi e locali.

Novità riguardano anche l’articolo 13, cioè i finanziamenti con la garanzia dello Stato. È stata introdotta la possibilità per finanziamenti superiori a 25.000 euro di avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi. Per i finanziamenti fino a 25.000 euro con garanzia dello Stato del 100 per cento ne è stata allungata la durata da 6 a 10 anni e l’importo massimo del finanziamento è stato innalzato a 30.000 euro.

Inoltre, sono state modificate sia la modalità di calcolo dell’ammontare del finanziamento, sia la formula per determinare il tasso massimo applicabile. È inoltre, da ora, data la possibilità ai beneficiari di chiedere un adeguamento dei finanziamenti già concessi alle nuove condizioni di durata e di importo.

Le novità dell’art. 13, per essere pienamente in vigore, necessitano dell’autorizzazione della Commissione europea e di chiarimenti operativi, di adeguamenti della modulistica e delle procedure informatiche da parte del Fondo di garanzia per le Pmi nonché degli adeguamenti delle procedure organizzative e informatiche delle banche.

Fonte foto laltrasicilia.it