Ncc e Bus restano invisibili: 4000 aziende al collasso, dalla politica nulla di concreto

In Sicilia il settore del noleggio con conducente è al collasso. La protesta che le aziende ncc hanno organizzato lo scorso 3 giugno a Catania per chiedere l’aiuto di Stato e Regione in un periodo di emergenza economica come quello attuale, non ha sortito gli effetti sperati. Lavoratori, sindacati e associazioni di categoria non hanno ricevuto alcuna risposta dalla politica. Nessun messaggio, nessuna lettera, nessun appello. Le imprese ncc continuano dunque a prestare i propri servizi, che sono considerati essenziali, senza però guadagnare alcunché. Questo perché lavorano prevalentemente col turismo straniero, al momento del tutto assente. Insomma, è come se girassero a vuoto, continuando però a spendere soldi per i veicoli: per metterli in moto, manutenerli, assicurarli e sanificarli. Denaro che non recupereranno, almeno quest’anno. Da qui continue richieste di aiuto alle quali, però, nessuno sta rispondendo. Il 10 giugno l’assessore ai Trasporti e alle Infrastrutture Marco Falcone dovrebbe istituire un tavolo tecnico con l’assessore al Turismo Manlio Messina per trovare una soluzione al problema, ma gli addetti ai lavori hanno perso speranze e fiducia.

Non abbiamo ricevuto ancora un euro da parte del governo regionale e da quello nazionale”, ha commentato Salvatore Ricca, imprenditore del settore ncc. “Non abbiamo neanche la possibilità economica di far ripartire le aziende perché abbiamo finito la liquidità. Il tavolo tecnico? Sarà inutile. Critico questi tavoli tecnici e continuerò a criticarli, non li reputo costruttivi, servono soltanto per berci un caffè. Chiedo alla Regione e allo Stato un incontro serio per ricevere aiuti immediati, vorrei capire perché questa macchina burocratica si è inceppata. Incontriamo gli assessori regionali dal 2 marzo e non abbiamo ottenuto praticamente un euro.

Una situazione stagnante da marzo, che ha portato 4000 aziende siciliane ncc al collasso. Le perdite non sono quantificabili, il fatturato è nullo e la gran parte degli imprenditori non ha più denaro per pagare le assicurazioni, le sanificazioni e provvedere alla manutenzione dei mezzi. A ciò si aggiungono i costi di leasing per il loro acquisto, che al momento sono sospesi ma che riprenderanno a settembre. Le aziende, è chiaro, non potranno pagarli e saranno costrette a rinunciare ai veicoli.
La riapertura delle regioni non sembra aver risolto il problema. Le linee guida del Ministero dei Trasporti impongono che in un’auto per tre persone ne salga una sola e che in un van per otto persone ne salgano quattro. Ciò costringerebbe i turisti a noleggiare più mezzi con costi più alti. In poche parole, un vademecum che disincentiva il turismo. Ma ecco il paradosso: le regole di distanziamento non sono seguite dalle compagnie aeree straniere, che stanno tendendo a coprire tutti i posti, obbligando però i passeggeri ad indossare la mascherina. Conseguenza? Chi sbarca in Sicilia dall’estero potrebbe essere stato a contatto con chiunque, ma al momento di noleggiare un mezzo con conducente deve stare a distanza di sicurezza dagli altri.
Non migliora le cose l’ultima ordinanza del governatore siciliano Musumeci, che impone ai turisti di scaricare l’app SiciliaSiCura per informare il sistema sanitario regionale del proprio stato di salute e consentire che venga monitorato. Soluzione non prevista in altre regioni e che, secondo gli addetti ai lavori, scoraggerebbe il turismo in Sicilia.
Basterebbe poco per aiutare le ncc: il loro inserimento nel comparto turistico, per il quale sono previsti aiuti statali e regionali. Pare però che questa categoria resti invisibile…