Con 40 euro camera a “luci rosse” profilattici e massima riservatezza…

Bastavano 40 euro. Non c’era l’obbligo della registrazione. E non si pagava nemmeno la tassa di soggiorno. Agenti del commissariato Librino hanno eseguito controlli a Vaccarizzo, oltre che nel quartiere di San Leone, alla zona Industriale e al viale Moncada. Proficuo il controllo effettuato in un’attività alberghiera i cui gestori, due uomini e una donna, uno dei quali pluripregiudicato, hanno realizzato, senza concessione edilizia, un residence ben curato composto da quattro appartamenti con molteplici posti letto, cucina, soggiorno. Appartamenti utilizzati anche per ospitare prostitute con i clienti, consentendo loro l’utilizzo breve delle stanze al prezzo di 40 euro con fornitura dei profilattici se richiesti. I poliziotti hanno verificato che i gestori omettevano sistematicamente la trasmisisone delle previste schede riguardanti gli alloggiati/ospiti alla polizia, agendo quindi in modo totalmente abusivo, sia sotto il profilo fiscale che delle misure di sicurezza mirate a monitorare la circolazione dei soggetti pericolosi o ricercati. A seguito del blitz sono stati sorpresi all’interno di una camera da letto una donna di nazionalità colombiana, sulla quale gravava un ordine di allontanamento dal territorio italiano, e un cliente, un uomo coniugato; dopo l’interruzione “intima” l’uomo ripresosi dal trambusto, ha ammesso chiaramente di trovarsi lì per consumare un rapporto sessuale dietro corrispettivo di 40 euro consegnato alla donna e di 30 euro ai titolari della struttura ricettiva. L’uomo ha anche dichiarato che nella struttura viene garantita la massima riservatezza grazie al fatto che gli ospiti non vengono registrati. Durante le operazioni, diversi utenti che già conoscevano la struttura, si sono dileguati alla vista della polizia. Di fronte all’evidenza, i gestori hanno ammesso ogni responsabilità. L’approfondita attività investigativa ha consentito di accertare che gli stessi titolari coinvolti, gestiscono anche un’area di verde pubblico (di fronte all’Oasi del Simeto) divenuta luogo di gestione e raccolta illegale di rifiuti speciali: tutto riversato nel suolo; con evidente sversamento di olio e conseguente deterioramento dell’habitat naturale (12 veicoli abbandonati e in parte smantellati, pneumatici usati, materiale di risulta e ferroso non bonificato con sversamento d’olio usato nel terreno, eternit e altro genere di rifiuti metallici). I tre soggetti sono stati quindi indagati per i reati di favoreggiamento della prostituzione, gestione illegale di rifiuti speciali pericolosi, omessa comunicazione delle schede degli alloggiati, abuso edilizio e, ancora, è stata inflitta la sanzione amministrativa prevista per l’apertura e gestione abusiva di attività alberghiera. Alla donna colombiana è stato notificato l’ordine di lasciare il territorio nazionale entro 15 giorni. Infine, è stato effettuato il sequestro penale preventivo di 5 immobili, di cui 4 utilizzati per il favoreggiamento della prostituzione, 12 veicoli e tonnellate di rifiuti speciali pericolosi che verranno smaltiti secondo le procedure a tutela dell’ambiente.